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birra brindisiRoma, 31 lug – C’è un settore che, nonostante i lunghi ed intensi anni di crisi, non conosce difficoltà: è il settore della birra, nel quale dopo aver accumulato un costante ritardo rispetto al resto d’Europa ora l’Italia sta recuperando. E lo fa segnando numeri record.

Negli ultimi 10 anni infatti, segnala uno studio Coldiretti, le esportazioni di birra italiana sono cresciute del 400%, toccando nel 2015 il massimo storico a 183 miliardi di euro. A sorprendere sono le doppie cifre percentuali specialmente nei confronti dei paesi del centro e nord Europa: sempre nel 2015, +49% verso Germania e Olanda, +10% in Gran Bretagna, mentre è addirittura decuplicato l’export verso il Belgio, patria delle famose birre trappiste. Aumenta l’acquisto delle “bionde” anche in Italia, con un lusinghiero +6% lo scorso anno.

Mentre all’estero si parla della maxifusione fra i colossi SabMiller e AbInbev, in Italia una più che discreta parte del merito del successo è data dall’attività dei microbirrifici artigianali, passati dai 30 che erano nel 2005 agli oltre 1000 del 2015, per una produzione che si avvicina ai 50 milioni di litri. ” La nuova produzione artigianale Made in Italy – spiegano sempre da Coldiretti – è molto diversificata con numerosi esempi di innovazione, dalla birra aromatizzata alla canapa a quella pugliese al carciofo di colore giallo paglierino ma c’è anche quella alle visciole, al radicchio rosso tardivo Igp o al riso”. Senza dimenticare l’occupazione, “soprattutto tra gli under 35 che sono i più attivi nel settore con profonde innovazioni che vanno dalla certificazione dell’origine a chilometri zero al legame diretto con le aziende agricole”.

 

Filippo Burla

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