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Roma, 2 feb – “Chi lascia la via vecchia per la nuova, sa quel che lascia, e non sa quel che trova”: il vecchio adagio – preso dal titolo di una celebre commedia di Giuseppe Giacosa – può adattarsi perfettamente al caso della Brexit e al suo carico di dubbi, specie per la Gran Bretagna, dopo l’abbandono di Londra. Per coloro che rimangono sulla “via vecchia”, invece, una certezza c’è già: dovranno fronteggiare un sensibile incremento dei costi per la partecipazione all’Ue. Conto che rischia di essere molto salato.

Brexit: oltre 10 miliardi in meno

Oltre a “perdere” 66 milioni di cittadini, a soffrire per l’uscita della Gran Bretagna sono soprattutto le finanze dell’Unione Europea. Parliamo di un bilancio superiore ai 160 miliardi di euro, finanziato per quasi il 90% da contributi delle singole nazioni. Bilancio al quale, dopo la Brexit, verranno a mancare dai 10 ai 13 miliardi di fondi versati dal governo di sua maestà.

Chi pagherà? L’ammanco – già sopranominato “Brexit gap” verrà coperto, pro-quota, da tutti coloro che rimangono all’interno del consesso comunitario. Fra essi anche l’Italia, che rischia di trovarsi costretta a versare da 900 milioni ad un miliardo in più ogni anno.

Siamo già contributori netti

Il conto peggiorerà così il saldo che ci vede da decenni versare molto più di quanto riceviamo. L’Italia è infatti un contributore netto dell’Ue e, dopo la Brexit, scalzeremo la Gran Bretagna dal terzo gradino del podio della poco invidiabile classifica che vede la Germania al primo e la Francia al secondo posto.

Nel 2017, ultimo anno per il quale il parlamento europeo mette a disposizione le statistiche, abbiamo contribuito per più di 12 miliardi, ricevendone indietro meno di 9,8 per un saldo in negativo di quasi 2,3 miliardi. Dal 2000 ad oggi il dare/avere con l’Ue parla di un salasso ai nostri danni che supera agevolmente la modica cifra di 70 miliardi. Va detto che la posizione netta è in sensibile miglioramento nel corso degli ultimi anni (eravamo a -6,6 miliardi nel 2011) ma rimane pur sempre in territorio negativo.

Filippo Burla

6 Commenti

    • Anche a casa mia…, uno a tavola in meno abbatte i costi! Tra l’ altro questa è una delle cause della immigrazione!! Ma ci pigliano per il c..o?

  1. Facciamo pagare quel miliardo solo e soltanto ai professoroni economistoni di casa nostra, quelli che ci danno dei razzisti, fascisti e populisti. Poi vediamo se e quanto continueranno ad adorare Bruxelles come servi bavosi

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