Roma, 17 feb – Contro il caro energia e il caro bollette che ne consegue servono interventi strutturali e nel frattempo uno scostamento bilancio. Perché le misure tampone del governo si sono rivelate insufficienti. Dal canto suo, la Lega nei giorni scorsi è stata la prima a chiedere al premier Mario Draghi di fare debito buono: “Servono decine di miliardi per proteggere famiglie e imprese”. Ora la situazione è insostenibile e l’emergenza va affrontata subito e con misure adeguate. Meglio fare debito che far chiudere le imprese, insomma.

Caro bollette, Salvini: “Se si devono fare scostamenti si facciano”

Sul fronte del governo, la Lega torna alla carica. “Fino a che non vedo il decreto energia non dormo. L’ emergenza non è l’equilibrio tra partiti, ma la luce e il gas. Se domani vedrà la luce come da me richiesto un dl da 4,5, 6,7,8 miliardi è un bene per il Paese. Se si devono fare scostamenti si facciano”. Così Matteo Salvini, in verità un po’ meno incalzante del solito, visto che in passato il Carroccio chiedeva senza se e senza ma lo scostamento.

Patuanelli: “Prendere seriamente in considerazione scostamento bilancio”

Anche dalle parti del M5S ora ci si rende conto che la situazione è insostenibile. “Per far fronte all’emergenza del caro energia, credo sia necessario per prima cosa che questo governo prenda in seria considerazione l’idea di uno scostamento di bilancio e di un sostegno ulteriore a imprese e famiglie”. Così il ministro delle Politiche agricole, Stefano Patuanelli, durante il question time alla Camera. “Io capisco che fare nuovo debito sia sempre difficile – aggiunge il ministro M5S -. Ma penso che sia maggiore il rischio per la nostra economia di vedere fallire migliaia e migliaia di imprese, piuttosto che quello di un nuovo scostamento che consenta di avere risorse per sostenere l’aumento dei costi di produzione”.

Sbarra: “Subito scostamento bilancio per aiutare famiglie e imprese”

Intanto sul fronte dei sindacati è la Cisl a chiedere esplicitamente di fare debito. Ricorrere anche allo scostamento di bilancio per “intervenire urgentemente” contro la “fiammata inflazionistica” del caro bollette. Lo chiede il segretario generale della Cisl Luigi Sbarra sottolineando che “questa crescita del costo dell’energia che sta piegando le famiglie italiane, sta impoverendo il potere d’acquisto, i salari e le pensioni”. “Stiamo chiedendo in queste ore al governo di adottare urgentemente provvedimenti legislativi – aggiunge Sbarra – finalizzati a liberare risorse per difendere famiglie e pensionati dal caro bollette”. “Se serve – sottolinea il sindacalista – il governo adotti un intervento attraverso uno scostamento di bilancio, perché salvaguardare il reddito delle persone, aiutare le famiglie, sostenere le imprese in difficoltà per noi significa fare debito buono”.

Il leader della Cisl: “Serve una vera politica sui redditi”

Più in generale, fa presente il leader Cisl, “serve una vera politica sui redditi. E bisogna aumentare i fondi contro il caro bollette, tagliare le tasse sui redditi di lavoratori dipendenti e i pensionati, riducendo il cuneo fiscale e delle aliquote Irpef sotto i 30 mila euro di reddito”. Sbarra chiede anche di “rendere strutturale la detassazione sul salario di produttività e sugli accordi di welfare aziendale”. Infine ricorda che “la Cisl pone al Governo la richiesta di valutare anche una sorta di bonus energia da consegnare alle famiglie per fronteggiare questa emergenza”.

Il tessuto produttivo è in crisi, ma Draghi non era quello del debito buono?

La situazione è drammatica: l’economia è messa a dura prova dal caro energia e dal caro bollette. I rincari impoveriscono le famiglie, fanno crollare i consumi, fanno schizzare l’inflazione a livelli record, mettono in ginocchio le imprese. A rischio soprattutto le Pmi, che potrebbero dover chiudere a causa delle bollette energetiche monstre. Anche nell’agricoltura – è l’allarme Coldiretti – un imprenditore su tre è costretto a tagliare i raccolti. Ma Draghi non era un grande fan del debito buono? Vedremo se lo sarà anche stavolta che l’emergenza lo richiede a tutti i costi.

Adolfo Spezzaferro

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2 Commenti

  1. Se Marione non girava fondi a case farmaceutiche in pseudo vaccini per tappare falle di bilancio che la falla del Titanic era un buco fatto con uno stuzzicadenti non servivano neanche scostamenti di bilancio per aiutare la nazione.

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