Roma, 20 gen – Contro il caro bollette il governo non intende ricorrere a uno scostamento di bilancio, come chiesto a gran voce dalla Lega. Draghi a quanto pare intende limitarsi a stanziare solo 4 miliardi per tamponare i rincari energetici che rischiano di mettere in ginocchio famiglie e imprese.

Caro bollette, il piano del governo arriva a soli 4 miliardi di fondi

Per finanziare le misure tampone, riferiscono fonti di governo all’Adnkronos, si ricorrerà agli incassi delle aste per le emissioni di CO2, per una cifra tra 1,5 e 1,8 miliardi. Soldi ovviamente insufficienti per fronteggiare il caro energia e proteggere il tessuto economico del Paese. Ecco perché l’esecutivo Draghi sta valutando anche un intervento di altri 2,5 miliardi. Soldi che potrebbero arrivare o dalla cartolarizzazione di alcuni oneri di sistema o dall’utilizzo di extragettito delle accise sui carburanti, anche se quest’ultima ipotesi appare remota. Se si deciderà di ricorrere solo alle aste, allora la misura potrebbe confluire nel decreto Sostegni ter. Altrimenti si varerà un provvedimento ad hoc. In ogni caso, niente intervento sugli extra profitti delle società energetiche.

Salvini: “Servono almeno 30 miliardi”

Ieri è durata quasi tre ore la riunione a Palazzo Chigi sul caro bollette tra il premier Mario Draghi e i ministri Roberto Cingolani (Transizione ecologica), Daniele Franco (Economia) e Giancarlo Giorgetti (Sviluppo economico). E oggi molto probabilmente ci sarà il Consiglio dei ministri. Il governo però si limita ancora a misure tampone quando servirebbero interventi strutturali per puntare sull’autonomia energetica. Dal canto suo, Matteo Salvini torna in pressing: “E’ necessario che il governo intervenga al più presto, servono almeno 30 miliardi“, quindi uno scostamento di bilancio. “È auspicabile l’apertura di un tavolo anche a Palazzo Chigi – fa presente il leader della Lega -. Famiglie, artigiani e imprese hanno bisogno di risposte rapide”.

Allarme Confindustria: “Non è possibile rinviare, serve agire subito come in Francia e Germania”

Intanto Confindustria lancia l’allarme: “Non è possibile rinviare le decisioni, serve un atto di coraggio. Serve agire in fretta come hanno già fatto i governi di Francia e Germania”. “La situazione è drammatica“. L’associazione degli industriali insiste nel chiedere “una task force” coordinata dalla presidenza del Consiglio, sottolineando che le proposte che ha illustrato al Mise sono da “condividere necessariamente in un tavolo interministeriale presso Palazzo Chigi“.

L’emergenza è drammatica: “Oltre 80 miliardi di rincari per le bollette 2022”

L’emergenza è drammatica. Confcommercio parla di rincari pari al 76% per il terziario, per un totale di 20 miliardi. Alleanza delle cooperative, stima “un aumento di oltre 80 miliardi” per la bolletta 2022 di famiglie e imprese, e auspica di poter “rappresentare al meglio le proprie proposte” al governo, “ad un tavolo interministeriale”. Sul fronte delle Pmi, come sottolinea Confartigianato, c’è da sciogliere “l’assurdo meccanismo ‘meno consumi, più paghi’: i piccoli imprenditori sono penalizzati da una distribuzione iniqua” degli oneri parafiscali oneri “che finanziano per il 49%, 4,7 miliardi di euro”. 

Le imprese chiedono un tavolo interministeriale

“Il tema del caro-energia rappresenta una problematica comune a tutto il sistema produttivo, riguarda tutti gli attori”, sottolineano in una lettera al ministro Giorgetti i presidenti di Confartigianato, Cna e Casartigiani. Le associazioni ribadiscono preoccupazioni, proposte e specificità di Pmi e artigiani, considerando “necessario che anche il mondo della piccola impresa partecipi al confronto in atto”. Tutte le imprese dunque chiedono un tavolo interministeriale per affrontare l’emergenza del caro energia. Il governo Draghi accetterà il confronto? Staremo a vedere.

Adolfo Spezzaferro

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2 Commenti

  1. 660€ per due mesi di consumo elettrico, del servizio elettrico nazionale, che in teoria dovrebbe essere quello col prezzo tutelato.
    Grazie Presiniente, e grazie a chi ancora ti viene appresso. Vi vedrò fallire con piacere, italioti deficienti

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