Home » Ecco come il Ceta si sta abbattendo sull’economia italiana

Ecco come il Ceta si sta abbattendo sull’economia italiana

by La Redazione
2 comments
Ceta Italia

Roma, 7 nov – Il Ceta (Comprehensive economic and trade agreement), il contestato trattato di libero scambio stipulato tra Canada ed Unione Europa, è entrato in vigore sia pur in via provvisoria il 21 settembre del 2017. Un accordo che, come già preventivato da più parti, rischia di costare molto al vecchio continente e in particolare all’Italia. Basti pensare, per fare un esempio, che sono stati riconosciuti come Igp soltanto 41 dei 291 dei nostri prodotti da esportazione.

Con il Ceta è invasione del (pessimo) grano canadese

Le ragioni per cui Bruxelles ha deciso di sottoscrivere il Ceta riguardano prevalentemente le agevolazioni sulle tariffe all’export e la speranza di un incremento dei rapporti commerciali oltreoceano. Tuttavia, il timore espresso dagli agricoltori italiani sul versante dell’importazione di grano canadese (ritenuto nocivo sia per la salute, sia per l’economia) si è rivelato assolutamente legittimo. A fronte di un incremento delle quantità acquistate all’estero, infatti, non è seguito alcun contenimento dei prezzi. Semmai è anzi accaduto il contrario. Se pensiamo che il 40% del grano duro utilizzato in Italia viene importato, ciò si potrebbe tradurre in un aumento di circa 20 centesimi per un singolo pacco di pasta. Per non parlare del pane, che potrebbe subire un rincaro fino ad un euro ak kg. Inoltre, nonostante l’impegno garantito dall’Ue su questo fronte, molti dubbi persistono ancora sulle condizioni di sicurezza alimentare.

Tutt’ora c’è chi sostiene invece che il Ceta abbia prodotto effetti positivi. Il trattato euro-canadese ha infatti comportato un notevole incremento dell’iesportazione di prodotti caseari italiani in terra canadese, dovuto anche all’abbattimento dei dazi doganali, spiega il presidente di Assolatte Paolo Zanetti. Nonostante la crescita delle quote di mercato di alcuni prodotti italiani ed europei, sarebbe consono verificare se i guadagni siano effettivamente positivi per entrambe le parti firmatarie dell’accordo. In caso contrario, sarebbe appena il caso di revisionare le 1598 pagine del trattato.

Gabriele Caramelli

You may also like

2 comments

fabio crociato 7 Novembre 2021 - 1:29

Siccome ovviamente pagheremo in dollari canadesi è facile comprendere come ci perderemo anche sul cambio. Salvo riesportare massicciamente come il Belgio, tanto per avere una idea…

Reply
Sergio Pacillo 7 Novembre 2021 - 6:03

Mentre a Roma i senatori discutevano sul da farsi, Annibale prese Sagunto.

Reply

Commenta

Redazione

Chi Siamo

Il Primato Nazionale plurisettimanale online indipendente;

Newsletter

Iscriviti alla newsletter



© Copyright 2023 Il Primato Nazionale – Tutti i diritti riservati