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Roma, 27 dic – La Cina prima potenza mondiale nel 2028, a discapito degli Stati Uniti. Sorpasso che arriverà con cinque anni di anticipo rispetto a quanto precedentemente stimato. Principalmente per via della ripresa anticipata di Pechino dalla pandemia rispetto al resto del mondo.



Cina prima potenza nel post pandemia

Questo è il sunto del rapporto annuale del Centre for economics and business research (Cebr), che vede la Cina come unico Paese al mondo uscito in crescita dal Covid-19. A riprova del fenomeno ormai in atto da decenni dello spostamento della produzione da occidente ad oriente. A fronte di una contrazione globale del Pil del 4,4% per il 2020,“la peggiore dal tempo della seconda guerra mondiale”, il dragone cinese registra un aumento del 2% contro il -5% degli Usa.

Secondo il rapporto, il Pil cinese è destinato ad una crescita media annua del 5,7% fino al 2025, per poi “rallentare” al +4,5% all’anno dal 2026 al 2030. Parallelamente, gli Stati Uniti rallenteranno la crescita dell’1,9% dal 2022 al 2024, per continuare in discesa negli anni successivi con l’ 1,6%.

Il motivo dell’ascesa della Cina a prima potenza è dovuto all’”abile gestione della pandemia” del governo di Xi Jinping. “Per un po’ di tempo, il tema dominante dell’economia globale è stata la lotta per l’economia e il soft power tra Stati Uniti e Cina – afferma il Cebr – e la pandemia di Covid-19 e le corrispondenti ricadute economiche hanno certamente ribaltato questa rivalità a favore della Cina”.

Dietro alle due superpotenze il Giappone si conferma la terza economia mondiale. A riprova della risposta positiva che il paese ha dato alla crisi, garantita dalle leve di sovranità mai perse dal Sol Levante.

Per il Cebr però il Giappone verrà scavalcato dall’India nel 2030. La Germania di conseguenza passerà da quarta a quinta economia mondiale.

Regno Unito in crescita e il  declino dell’Eurozona

La Gran Bretagna retrocederebbe al sesto posto entro il 2024. Nonostante l’uscita dal mercato unico europeo prevista per il primo gennaio, il Pil di Londra calcolato in dollari dovrebbe essere del 23% superiore a quello francese entro il 2035. Secondo gli analisti, la crescita futura del Regno Unito è attribuibile soprattutto alla leadership nell’economia digitale.

Con la Cina prima potenza e la Gran Bretagna destinata a crescere, lo studio invece boccia i Paesi dell’Unione europea. Invece della rinascita promessa da Bruxelles con il Recovery fund, vedono un rovinoso calo della produzione dal 19% del 2020 al 12% nel 2035. Una discesa che sarebbe stata ancora più ripida in caso di Brexit senza accordo.

L’Italia non è esclusa da questo trend. Da ottava economia mondiale scivoleremo al decimo posto già nel 2025, per poi finire al 14° posto nel 2035. Persino dietro la Corea del Sud. Secondo le stime di quest’anno l’economia italiana registrerà un -10,6% del Pil per poi attenuarsi ad -5,2%.

La truffa del Recovery fund

Lo studio inoltre analizza gli scenari immediati a livello globale del post pandemia, sottolineando un aumento dei tassi di interesse, “ponendo una grossa sfida ai governi che hanno preso in prestito massicciamente per finanziare la loro risposta alla crisi Covid-19”.

A maggior ragione è ancora più lapalissiano che le risorse del Recovery fund, senza considerare i prestiti, sono altro debito che andrà a gravare ulteriormente sulla situazione in cui versa il nostro tessuto economico sociale.

Riccardo Natale



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4 Commenti

  1. Ancora stiamo a valutare il Pil come elemento più che “importante”? Se aprissero le frontiere cercherebbero tutti di arrivare in… ? Cina! Non penso proprio. Le bocche vogliono essere sfamate sempre meglio, hanno una esigenza che giunge dal cervello collegato non solo allo stomaco. La Cina ha una densità di popolazione da KO entro qualche decennio… Verranno ridotti all’ osso come certe vecchi opifici…

  2. Pie illusioni, la Cina dominerà il mondo, per ora il suo sistema tiene benissimo e la densità della popolazione è molto minore di quella italiota.

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