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consumiRoma, 5 nov – I segnali negativi che provengono dall’economia italiana continuano imperterriti a susseguirsi nonostante i media di regime non ne attribuiscano il dovuto peso. I consumi rallentano e per i prossimi mesi non si intravedono cenni di miglioramento. L’indicatore anticipatore non segnala infatti prospettive di accelerazione dell’attività economica entro la fine dell’anno. E’ l’Istat, nel suo rapporto mensile, a darcene conferma.



Le imprese legate al commercio al dettaglio restano pessimiste nonostante ci sia stato un significativo aumento della produzione industriale nell’ultimo periodo (+1.7% ad agosto). Tuttavia se si osservano i primi otto mesi di questo 2016, il fatturato ha evidenziato una flessione superiore al punto percentuale. Restano più fiduciose le imprese manifatturiere, dei servizi e delle costruzioni che hanno visto viceversa crescere il livello dei flussi commerciali con l’estero (+2.6% le esportazioni, +4,4% le importazioni nel mese di agosto). Se però si prendono in esame i primi otto mesi del 2016, si nota un drastico rallentamento: entrambi i flussi commerciali presentano un calo tendenziale, più sostenuto per le importazioni (-7,7%) che per le esportazioni (-3,3%).

Scarsa la fiducia tra le famiglie. Le vendite al dettaglio in volume ad agosto hanno subito una riduzione confermando i dati negativi già registrati nel mese precedente. Con ottobre, per il terzo mese consecutivo, la fiducia dei consumatori rafforza così un trend negativo che è iniziato a gennaio.

Nel rapporto dell’Istat viene evidenziato il dato relativo all’inflazione che torna su valori negativi, con l’indice dei prezzi al consumo che è sceso dello 0,1% nel mese di ottobre. Un elemento di preoccupazione nella nuova flessione dei prezzi (deflazione) è rappresentato dalla forte decelerazione dell’inflazione di fondo, che si è portata vicino allo zero.
Un governo di ciarlatani che punta tutto sul referendum per legittimare le loro poltrone. Ma i numeri non lasciano scampo.

Giuseppe Maneggio



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