debito pubblico titoliRoma, 24 ott – #italiacolsegnopiù è l’hashtag lanciato da Renzi in occasione della presentazione della legge di Stabilità. Obiettivo vincere e convincere, puntando sull’arrivo della ripresa. E il Pil infatti crescerà, anche se sui meriti del governo è lecito nutrire più di qualche dubbio.

Debito pubblico in continuo aumento

A dare le maggiori soddisfazioni (si fa per dire), nonché a seguire pedissequamente le indicazioni del premier è, invece, il debito pubblico. A giugno si era registrato un timido calo, ma allargando lo sguardo al secondo trimestre di quest’anno si scopre come in realtà sia aumentato: siamo a quota 2204 miliardi e registra rispetto al trimestre precedente l’aumento più elevato di tutta la zona euro.

Impietose anche le percentuali: il debito pubblico era al 134.5% del Pil nel secondo trimestre del 2014, oggi siamo al 135.3%. Una crescita di quasi un punto percentuale nonostante nello stesso periodo il Pil sia cresciuto dello 0.5%. Ed è questo l’aspetto più problematico: perché l’indicatore debito/Pil è un rapporto, per cui con l’aumentare del denominatore sarebbe lecito attendersi una complessiva riduzione. Invece no, la massa di debito continua a crescere troppo in valore assoluto.

Vanificando così anche gli sforzi posti in essere, non senza sollevare perplessità. Dalla discussa vendita del 35-40%Poste Italiane, ad esempio, ci si attendono poco più di 3 miliardi per legge destinati ad abbattere la mole del debito pubblico. Che ne uscirà ridotto della considerevole percentuale dello 0.15%.

Filippo Burla

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