crisi disoccupazione lavoroRoma, 28 dic – Il Prodotto interno lordo italiano riuscirà a tornare ai livelli antecedenti la crisi solo nel 2020. Lo sostiene la Cgia di Mestre, in un’analisi condotta dal suo centro studi. Dal 2007 ad oggi abbiamo perso otto punti di Pil e, nonostante gli ultimi dati più o meno ottimisti, la situazione resta ancora delicata. Abbastanza da richiedere ancora almeno cinque anni per recuperare.

A pesare sono gli acquisti delle famiglie, che hanno perso quasi sette punti percentuali. La disoccupazione, invece, è praticamente raddoppiata: dal 6.1% di 8 anni fa al 12.1% odierno. “Il premier Renzi – spiega il direttore del centro studi degli artigiani mestrini, Paolo Zabeo – fa bene a trasmettere ottimismo e fiducia. La situazione, tuttavia, rimane ancora molto delicata. Per recuperare il terreno perso ci vorrà molto tempo. Se nel prossimo futuro il Pil crescerà di almeno 2 punti ogni anno, il nostro Paese tornerà alla situazione pre-crisi solo nel 2020″. La previsione è anch’essa decisamente ottimista: nel 2016 il Pil è dato in crescita dell’1.4%, troppo poco per tenere il passo con le indicazioni della Cgia. Ammesso, poi, che la stima sia affidabile: è dall’inizio della crisi che le congetture di inizio anno, alla prova dei fatti, si dimostrano poi sbagliate.

Perché si possa centrare l’obiettivo del +2% annuo, segnala la Cgia, è necessario ripartire dagli investimenti, che durante gli anni di crisi sono crollati del 27.4%: “Gli investimenti – spiega sempre Zabeo – sono una componente rilevante del Pil. Se non miglioriamo la qualità dei prodotti, dei servizi e dei processi produttivi siamo destinati ad impoverirci: senza investimenti, questo Paese non ha futuro“.

Filippo Burla

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