confindustria logo sedeRoma, 24 gen – Il piano appena varato dalla Banca centrale europea, con il “bazooka” da 60 miliardi al mese fino a settembre 2015, darà una scossa alla crescita italiana.

A rilevarlo è il centro studi di Confindustria, che ha confrontato la misura fortemente voluta dal governatore Draghi con le analoghe operazioni condotte dalla Fed americana. Stando alle simulazioni dell’associazione degli industriali, grazie alle immissioni di liquidità e all’acquisto di titoli pubblici, fra il 2015 e l’anno successivo il Pil italiano crescerà dell’1.8%.

A spingere insù l’asticella della crescita rispetto alle prime pessimistiche previsioni sono una serie di fattori. Anzitutto il calo dei rendimenti sui buoni del tesoro, i quali vedranno i tassi reali calare di almeno lo 0.2% quest’anno e dello 0.4% nel 2016. In secondo luogo la spinta alle esportazioni data dalla svalutazione dell’euro: l’indebolimento del cambio farà sentire i suoi effetti sul Pil con un +0.6% in entrambi gli anni. Va inoltre rilevato come, con il calo dei tassi, si assisterà anche ad una riduzione del costo di finanziamento per le imprese, che Confindustria calcola attorno ai 3 miliardi.

“Parte di questi effetti sono già stati anticipati dai mercati, perciò le ricadute su Pil e conti delle imprese saranno più rapide”, segnalano dal centro studi.

Un combinato disposto in grado di dare una spinta ad un’economia al momento asfittica, che sconta le debolezze domestiche e dell’eurozona nel suo complesso. Il quantitative easing non potrà comunque risolvere problemi strutturali, per affrontare i quali una politica monetaria espansiva è forse utile ma sicuramente non sufficiente.

Filippo Burla

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