NIGUARDA PRESENTAZIONE ATTIVITA_ PRELIEVO E TRAPIANTOD_ ORGANO ERoma, 23 ago – La promessa è sempre la solita, vale a dire la della riduzione del carico fiscale. Non poteva essere altrimenti: in ogni avvicinamento alla finanziaria d’autunno si sprecano le indiscrezioni sui miliardi e, soprattutto, su quali e quante aliquote saranno sottoposte a revisione. La realtà che esce dall’esame parlamentare è poi, in genere, ben diversa e fatta di tagli, risparmi e minori spese della macchina pubblica, un deflattore del Pil senza che a ciò corrisponda alcuna riduzione delle imposte che cittadini ed imprese son chiamati a versare.

Il canovaccio, in questa estate 2015 in cui circolando le prime bozze e idee sulla legge di stabilità dell’anno venturo, non sembra voler cambiare. Anzitutto le cifre: si parla di una manovra di circa 25-30 miliardi, quattro dei quali destinati ad eliminare l’Imu sulla prima casa. Dato che però in ragioneria pubblica il principio dei vasi comunicanti dev’essere rispettato, rimane da chiedersi dove verranno le coperture.


Un’idea l’ha lanciata Carlo Cottarelli, commissario alla revisione della spesa recentemente “dimissionato” da Renzi. Intervento al Meeting di Rimini, Cottarelli ha spiegato che nel settore della sanità sono ancora possibili tagli “tra i 3 ed i 5 miliardi senza stravolgere il sistema, senza contare i risparmi sugli acquisti di beni e servizi”. Cottarelli però avverte che l’importante  “è procedere con un intervento mirato”, cioé evitare la politica di tagli lineari che spesso negli ultimi anni è stata spacciata come revisione: prima si taglia, poi ci si adegua. Con effetti ancora più distorsivi.

Il timore è che invece il governo voglia procedere con l’accetta. La spesa sanitaria continua a diminuire, tanto che secondo stime Ocse dal 2010 al 2014 è stata tagliata di quasi l’8%. Ulteriori riduzioni non faranno che aumentare ancora tale percentuale, nascondendo il taglio -che ci sarà- dietro parole come “efficientamento” e “squilibri” da correggere. Yorma Gutgeld, nuovo commissario alla spesa, era stato chiaro: si parla di almeno altri 10 miliardi da qui al 2016.

I primi effetti cominciano già a farsi sentire. A ferragosto, infatti, è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto con il quale al fondo sanitario viene data una iniziale sforbiciata per 2.35 miliardi. Obiettivo? Eliminare “prestazioni improprie”. Secondo quali criteri? E’ caustico Luca Zaia, governatore del Veneto: “Vogliono stringere la garrota, su 200 esami, multare i medici (e quindi mettere in croce i malati) per prescrizioni improprie, che non si sa come e da chi dovrebbero essere definite tali. Persino il colesterolo cade sotto la mannaia; si potrà misurarlo solo una volta ogni cinque anni. Stringono in odontoiatria in un momento di crisi nel quale il dentista privato è sempre meno alla portata della gente. E in medicina nucleare”.

Filippo Burla

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