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Roma, 31 ott – Correva l’anno 1924 quando, su impulso dell’economista Maffeo Pantaleoni, veniva istituita la Giornata mondiale del risparmio. L’appuntamento, che cade nella giornata odierna ma è stato celebrato ieri, giunge alla sua 96esima edizione nel nome di “Risparmio: Futuro presente” – questo il titolo scelto dall’Associazione di Fondazioni e Casse di risparmio, che annualmente cura le iniziative collegate.

Ma quali cicale: italiani popolo di formiche

Se è vero che il risparmio, stando almeno al dettato costituzionale, è incoraggiato e tutelato “in tutte le sue forme”, la previsione della Carta non sembra, almeno negli ultimi anni, aver trovato piena efficacia applicativa. Si pensi alla vicenda Monte dei Paschi, per non parlare di Banca Etruria: decine di migliaia di risparmiatori letteralmente tosati da una serie di decisioni – bail-in su tutte – che hanno depotenziato il portato della Costituzione.

risparmio

Gli italiani, ben lungi dall’essere cicale come vorrebbero dipingerci dal nord dell’Europa, sono ancora un popolo di formiche. Questo anche se la quota percentuale di risparmio netto è costantemente calata – per non dire collassata – negli ultimi trent’anni: nel 1989 gli italiani riuscivano a mettere da parte quasi un quarto del proprio reddito, oggi siamo sotto al 3%. Nonostante ciò, complice anche la crisi innescata dalla pandemia e le relative incertezze sul futuro, negli scorsi mesi sui conti correnti si è riversata una mole non indifferente di liquidità, per un totale di quasi 1700 miliardi (in costante crescita): praticamente il Pil italiano.

Le mani sul nostro risparmio?

Una ricchezza non indifferente, che gli italiani non sembrano però voler né spendere né investire. Ma che potrebbe, allo stesso tempo, fare gola. A chi? Un indizio – se proprio vogliamo pensare male – ci viene dalle parole pronunciate, proprio in occasione del citato evento di ieri, nientemeno che dal presidente della Repubblica e dal governatore di Banca d’Italia.

Mattarella (che non è intervenuto direttamente ma ha inviato un messaggio ufficiale), parlando di risparmio tutelato dalla Costituzione e “tradizionale patrimonio del nostro Paese”, ha auspicato che queste risorse possano, “se adeguatamente utilizzate, contribuire a sostenere una rapida ripresa” e “concorrere alla ripartenza”. Parole condivisibili, ma vale sempre l’adagio che a pensar male si fa peccato e però spesso ci si prende. Cosa intende il presidente con “adeguatamente utilizzate”? Se parla di convogliare il risparmio verso, ad esempio, i Titoli di Stato, non possiamo che plaudire all’esortazione. Il successo oltre ogni aspettativa del Btp Italia emesso lo scorso maggio dimostra come via sia, da parte dei risparmiatori, volontà di investire in senso “nazionale”. Questo fa un po’ a cazzotti con il “braccino corto” di Gualtieri, prova ne sia che le emissioni nette del ministero dell’Economia sono ridotte al lumicino. Cosa dovrebbero comprare gli italiani se dal Mef i Titoli vengono piazzati con il contagocce?

Vien da credere, a questo punto, che Mattarella si riferisse ad altro. A corroborare l’ipotesi sono arrivate poco dopo le parole, più dirette, di Ignazio Visco. Il quale ha analizzato la situazione di “diminuzione della domanda aggregata e dei redditi” che può alimentare a sua volta “una ulteriore crescita delle intenzioni di risparmio per motivi precauzionali e innescando, così, un circolo vizioso”. Vale sempre il discorso fatto poc’anzi: come vogliamo mobilitare il risparmio degli italiani, al di là della possibilità di investire in un debito pubblico se di questo non vi è traccia perché da via XX Settembre tengono in freno a mano tirato sulle emissioni?

In entrambi i casi, a deporre a favore dell’ipotesi peggiore – senza scomodare il ricordo del prelievo forzoso di Amato nel 1992, basti pensare che in Spagna hanno già annunciato che stanno apparecchiando una tassazione d’emergenza sui redditi più alti (che non porterà praticamente alcun beneficio alle tasse statali, ma questo è un altro discorso) – è la vaghezza con cui sia Mattarella che Visco si sono espressi. Tanto più che – non è un mistero – una parte della maggioranza non ha mai nascosto di tifare per il “Dagli al ricco!”. Dimenticando che le vere fortune sono già all’estero e qualsiasi imposizione “extra” a colpire le ricchezze si ritorcerà contro una classe media sempre più assottigliata. Insomma, parlare di patrimoniale è forse un po’ prematuro. Meglio comunque, quando si tratta del nostro risparmio, tenere sempre le orecchie dritte.

Filippo Burla

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10 Commenti

  1. Con i quattro soldi che ho risparmiato sto tirando a campare io ora che sono disoccupato. E grazie alle misure anti “pandemia” non penso che troverò un nuovo lavoro dato che mi occupavo di ristorazione. Se qualcuno dovesse mettere le mani su quel che mi è rimasto potrei provare a “reinventarmi” un lavoro, parola che piace tanto ai politici, ma non credo gli piacerà anche il “lavoro” che ho in mente…

  2. Ma quali “italiani” hanno questo patrimonio? Dividiamo i miliardi per il numero delle famiglie (26 milioni) e cerchiamo di cominciare a comprendere… Chi difende o attacca gli interessi di chi? Tendiamo a redistribuire un po’ di terra, lavoro e soldi…, altrimenti di cosa stiamo a parlare? L’ inversione dopo furti legalizzati continui (!!) parte anche da lì.

  3. ma che vadano in quel posto..con un’autocisterna di lassativo extra e un bilico di carta vetrata.

    abbiamo capito da decenni ormai che NON si vuole permettere agli italiani di essere totalmente autonomi sul debito,anche se è fattibilissimo…
    basta vedere la tendenza nelle ultime aste,
    e seguire la polemica sui minibot,che riporterebbe tutto il nostro debito nelle nostre mani
    garantendo liquidità al nostro sistema,
    e interessi al piccolo risparmiatore:
    SENZA alcuna burocrazia,senza intermediari tra lo stato e il cittadini,e senza alcun guadagno per i parassiti bancari,speculatori e stati esteri.

    perchè uno stato che ha il suo debito pubblico TOTALMENTE in mano ai propri cittadini,
    è automaticamente sottratto a speculazioni esterne e ricatti da parte di altri paesi.

    e dopo col fischio che puoi fargli ingoiare imposizioni….
    e non puoi pilotare gli spread,per sfruttarne la popolazione estraendo denaro
    con la guida delle fluttuazioni .

    e i nostri politici?
    quelli che dovrebbero fare gli interessi del nostro paese?
    dove sono?
    beh,
    o sono imbecilli patentati…o sono dei TRADITORI VENDUTI:
    non si spiega altrimenti,il loro schifosissimo comportamento in merito.

  4. Mai visto un simile coacervo di sciocchezze e deliberate insinuazioni… chiunque abbia un minimo di nozioni di macroeconomia sa che esiste per il PIL un cosiddetto effetto moltiplicatore, tanto più alto quanto più basso è il tasso di propensione al risparmio di una nazione… semplicemente le esortazioni si riferiscono al fatto che più si spende, più si rimette in sesto l’economia del paese…senza parole il commento sulle banche…rilievi penali a parte, spero che chi ha scritto l’articolo abbia un minimo di conoscenza della correlazione tra rendimento e rischio di un investimento e che le azioni, anche se di una banca, sono un investimento a rischio per antonomasia…

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