Il Primato Nazionale mensile in edicola

Roma, 2 mag – Bisognerà aspettare almeno fino a mercoledì prossimo: in quella data vedrà finalmente la luce il “decreto aprile“, il pacchetto di misure a sostegno dell’economia che l’esecutivo varerà sulla scorta dello scostamento da 55 miliardi approvato dal parlamento lo scorso 29 aprile. Atteso il mese scorso, di rinvio in rinvio si è arrivati al 6 maggio: non il miglior viatico in termini di rapidità, specialmente dopo le scuse per i ritardi nell’azione di governo proferite ieri dal premier Giuseppe Conte.

Il decreto aprile

Stando alle bozze circolate in questi giorni, il decreto dovrebbe dar corpo all’intervento “poderoso” annunciato dal ministro dell’Economia Roberto Gualtieri. A partire dal reddito di emergenza, un assegno da 400 a 800 euro al mese per un massimo di tre mensilità e sotto determinate condizioni, fra cui un Isee inferiore ai 15mila euro. Il reddito di emergenza sarà cumulabile con il reddito di cittadinanza, le cui maglie saranno inoltre allargate in termini di requisiti patrimoniali per accedervi.

Il decreto aprile affronta anche il nodo della cassa integrazione e delle compensazioni per i lavoratori non subordinati. Per la cassa ordinaria si prevede l’estensione fino a fine ottobre, sostituendo e sospendendo l’erogazione di quella straordinaria (che eventualmente riprenderà al termine), termine al quale è raccordata anche la cassa in deroga. Confermati i 600 euro ad autonomi e liberi professionisti, che saliranno a 1000 euro nel mese di maggio, a patto che abbiano subito una riduzione nel reddito di almeno un terzo.

Via libera anche ad un’altra serie di aiuti per coloro non tutelati dagli strumenti standard: ecco i bonus per colf e badanti, il sostegno ai lavoratori del turismo, i precari assunti con contratti di collaborazione. Si inizia anche a vedere, sia pur timidamente, qualcosa per le imprese che non siano le garanzie per la richiesta di prestiti: bisognerà però aspettare (ancora) la versione finale del decreto per capire di cosa si tratta in concreto.

Sì, ma quando?

Al di là dei numeri, la vera partita si gioca soprattutto sulle tempistiche di erogazione di sussidi, indennità e aiuti. Già il fatto che il decreto aprile vedrà la luce, nonostante il nome, ad inizio maggio non depone a favore di una sua celere messa in opera. Servirà, nella migliore delle ipotesi, più di qualche settimana perché i potenziali beneficiali delle misure vedano i primi assegni. Tanto più che una parte consistente delle misure sarà affidata alla gestione dell’Inps, che già ha mostrato non poche difficoltà organizzative vista la mole di lavoro cui è sottoposto l’ente in questi mesi. A partire ad esempio dalla cassa integrazione (discorso diverso per quella in deroga, affidata alle regioni e nella stragrande maggioranza dei casi ancora non erogata), che sconta numerosi ritardi nel versamento degli assegni. Analogo discorso si può fare per il reddito di cittadinza, il cui allargamento delle maglie non sarà in vigore se non da luglio.

Nicola Mattei

3 Commenti

  1. Conte và subito indagato per i dpcm anticostituzionali.I domiciliari obbligatori ad un intero popolo per un virus a bassissima mortalità nei soggetti senza malattie concomitanti prefigura il reato di riduzione o mantenimento in schiavitu’ (art. 600 codice penale).Questo reato và anche contestato ai banchieri occulti che creano dal nulla il denaro che ci centellinano e con cui hanno depredato il paese comperandosi banche ed aziende pubbliche e generato la depressione economica e la povertà attuale.
    Art.600;
    Chiunque esercita su una persona poteri corrispondenti a quelli del diritto di proprietà ovvero chiunque riduce o mantiene una persona in uno stato di soggezione continuativa, costringendola a prestazioni lavorative o sessuali ovvero all’accattonaggio o comunque al compimento di attività illecite che ne comportino lo sfruttamento ovvero a sottoporsi al prelievo di organi, è punito con la reclusione da otto a venti anni(2) .

    La riduzione o il mantenimento nello stato di soggezione ha luogo quando la condotta è attuata mediante violenza, minaccia, inganno, abuso di autorità o approfittamento di una situazione di vulnerabilità, di inferiorità fisica o psichica o di una situazione di necessità, o mediante la promessa o la dazione di somme di denaro o di altri vantaggi a chi ha autorità sulla persona
    ….
    PS;Ricordo che ISS ci informa che i soggetti positivi al cv e morti avevano nel 96% dei casi malattie concomitanti.Se si applica questa % ai 27 mila morti arriviamo a poco piu’ di 1000 morti senza patolgie concomitanti(il 4%) ma ancora con il dubbio se sono morti DA cv (che è diverso da CON cv cioè con anticorpi)

Commenta