Roma, 23 gen – Il matrimonio tra Ita e Lufthansa è alle porte. Praticamente una questione di settimane, stando alle indiscrezioni circolate nel corso degli ultimi giorni. Superata la concorrenza dei francesi, dopo un lungo pazientare i tedeschi sembrano così averla spuntata. Confermando in pieno le previsioni che avevamo avanzato non più tardi di un anno fa.

La chiamano già “alleanza”, così come chiamavano “fusione paritaria” la (s)vendita di Fca a Peugeot. La verità è che, in Ita, Lufthansa non entrerà come un generico “partner”. Men che meno come alleato sedicente “industriale”. La compagnia di bandiera di Berlino, infatti, punterebbe al 40% della società nata sulle ceneri di Alitalia. E chissà che non possa, in un secondo momento, ulteriormente salire.

Ita – Lufthansa: il mercato italiano parlerà tedesco?

Lo schema in ipotesi per Ita è quello che Lufthansa ha già applicato, nel corso degli ultimi anni, a vari vettori del vecchio continente: da Air Dolomiti a Swiss ad Austrian, passando per Brussels Airlines, i tedeschi hanno messo in campo un’aggressiva strategia di acquisizioni mirate per assicurarsi una posizione di forza. In ultimo, si è aperta l’opportunità di mettere le mani anche sul ricco mercato tricolore.

Leggi anche: Così Alitalia è stata uccisa dal “mercato” (che paghiamo due volte)

Il tutto a fronte di una minima spesa: Ita si presenta all’appuntamento senza la pesante eredità della gestione Alitalia, “ripulita” come condizione posta da Bruxelles per autorizzare l’intervento del governo nella nuova realtà. Tre i miliardi stanziati dall’esecutivo, che rappresenterebbero una sorta di “dote” per le venture nozze. Neanche a dire che pagheremo noi per le mire tedesche. O che, pure qui come ampiamente previsto, il piano per la nascita di Ita altro non era che un’eutanasia programmata per sbarcare il lunario in attesa di passare armi e bagagli (è proprio il caso di dirlo) al primo acquirente forestiero che si fosse presentato.

Filippo Burla

La tua mail per essere sempre aggiornato

3 Commenti

  1. Ottimo,
    Dovevano farlo prima. “Nostra compagnia” fa quasi tenerezza, se non fosse che di nostro ha solo i soldi dilapidati, il resto è solo il vostro pseudo sentimentalismo per la “compagnia di bandiera”, per seguire il quale avreste continuato per decenni a buttare nel cesso i soldi degli italiani. Meglio che i bravi piloti e steward italiani già impiegati da Alitalia trovino qualcuno che valorizzi meglio la loro professionalità

  2. Almeno i tedeschi faranno lr cose come dio comanda.In itslia,tra il Presidente Berlusca, Ramazzotti e Hunziker ,San.Remo e B. Vespa,sembra in stand-bau nel 1994 tutto il paese. Ché tristezza

  3. Meglio i tedeschi, Italia tra il Berlusca presidente,Sanremo, Ramazzotti e Hunziker, sembra che si e impantanato nel 1994,ché tristezza

Commenta