Roma, 11 set – Si dibatte nell’agorà politica e mediatica italiana delle necessità che dovrà affrontare il prossimo governo, su tutte l’emergenza energetica ed economica, che rischia di distruggere definitivamente una larga fetta del nostro comparto produttivo ed industriale. Pertanto, riteniamo necessario evidenziare il punto cardine da sradicare politicamente dopo le elezioni del 25 settembre, che funge da scoglio per l’approvazione di misure straordinarie in campo energetico e per la presentazione di ragionevoli proposte politiche: l’ambientalismo mainstream eco-liberal.

Per farla finita con l’ambientalismo mainstream

Combustibili fossili, energia nucleare, idrocarburi di vario genere rappresentano l’unica ancora di salvezza possibile a medio termine per raggiungere la sovranità energetica ed essere certi di poter mitigare i costi di nuova eventuale crisi geopolitica ed economica nei prossimi decenni. Centrali a carboni, rigassificatori, centrali nucleari e idroelettriche potrebbero funzionare a pieno regime e immediatamente anche in Italia, provando subito a mitigare il peso dell’assenza di gas e petrolio russo.

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Tuttavia, una cappa ideologica ancora presente e forte nel nostro continente sembrerebbe quasi spingere consapevolmente verso il calvario economico e produttivo, in nome di tutela e addirittura ampliamento della riconversione verde. Pertanto, l’obiettivo realizzabile e auspicabile sarebbe quello di ottenere un risultato alle prossime elezioni che ridimensioni il potere dei partiti fautori di un ambientalismo ideologizzato e fortemente dannoso per i nostri interessi nazionali, soprattutto in un momento storico drammatico come quello attuale.

Tommaso Alessandro De Filippo

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