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Roma, 23 set – L’ex Magneti Marelli, attualmente Magneti Corp, pianifica 1.500 licenziamenti a livello globale. Il celebre produttore di ricambi e accessori per auto, stando a quanto riferito da Bloomberg, sta pianificando un’azienda “più snella” vista la carenza di componenti in questo periodo di crisi mondiale. Di conseguenza punta a licenziare il 7,5% dei suoi dipendenti. Il tutto si evince dalla lettere che l’amministratore delegato della multinazionale, Bdea Bolzenius, ha inviato ai lavoratori.



Marelli, tra licenziamenti e attività in Cina

Ma non è tutto, perché la Marelli ha deciso al contempo di rafforzare le proprie attività in Cina. L’ormai ex azienda leader italiana nella componentistica automotive – fondata nel 1919 – è stata venduta tre anni fa da Fca ai giapponesi di Calsonic Kansei (controllata dal fondo statunitense KKR) e con tutta evidenza non sembra interessata a mantenere buona parte della produzione in Italia. Al momento un quarto dei suoi dipendenti sono italiani e il giro d’affari della Marelli Corp è di quasi 10,5 miliardi di euro l’anno. Soltanto in Italia può contare su 19 siti produttivi: a Torino, Melfi, Pomigliano d’Arco e Bologna.

“Con circa 58.000 dipendenti nel mondo, il perimetro di Marelli conta 170 fra stabilimenti e centri di ricerca e sviluppo in Asia, America, Europa e Africa e un fatturato di 10,4 miliardi di euro (1.266 miliardi di yen) nel 2020”, scrive la multinazionale sul proprio sito. Strutture e centri di ricerca e sviluppo della Marelli Corp sono collocati dunque un po’ in tutto il mondo. E adesso l’azienda valuta pure di vendere il business dei sistemi di sospensione. Prospettive che inquietano e non poco i sindacati italiani, che peraltro non sono ancora stati convocati dall’azienda.

Le preoccupazione dei sindacati

“Un modo di procedere, questo, che non ci vede d’accordo nemmeno sulla modalità di comunicazione. Le organizzazioni sindacali non sono state informate dal Ceo rispetto a queste importanti comunicazioni in un apposito incontro”, scrive in una nota il segretario nazionale Fim Cisl, Ferdinando Uliano.

“Chiediamo quindi con urgenza una convocazione del sindacato per essere puntualmente informati su quanto comunicato ai media e soprattutto, per aprire un confronto sulle scelte e i piani industriali necessari per dare prospettive alle realtà di Marelli nel nostro Paese. Le eventuali razionalizzazioni – afferma infine Uliano – non possono essere anteposte ad ogni discussione di garanzia di prospettive e soprattutto devono essere condivise da lavoratori e sindacato”.

Alessandro Della Guglia



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