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Il mercato non è efficiente né tantomeno razionale

by Claudio Freschi
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Qualsiasi investitore, sia esso piccolo o grande, è fondamentalmente preoccupato dalle oscillazioni dei mercati finanziari e dai pericoli che i suoi soldi potrebbero affrontare. Non importa quanto uno sia preparato o quanti libri che esaltino l’efficienza del mercato uno abbia letto, inevitabilmente prima o poi rimarrà sorpreso da qualche cosa che scombinerà completamente il piano di investimento che aveva accuratamente preparato.

Questo articolo è stato pubblicato sul Primato Nazionale di marzo 2023

Una volta venivano chiamati «cigni neri», per dare l’idea della loro straordinarietà, ma che ormai sono frequenti come le apparizioni di Zelensky in tv. Possono essere attacchi terroristici, scandali finanziari, pandemie, apocalisse zombie o altre disgrazie a scelta: la cosa certa è che, in qualsiasi forma si presentino, avranno enormi conseguenze sui mercati.

Il mercato e i suoi trucchi

La verità è che il mercato finanziario, per quanti sforzi si possano fare, rimarrà sempre imprevedibile. Senza contare che, contrariamente a quanto probabilmente avrete letto sui manuali, il mercato non è mai stato efficiente e tanto meno razionale. Non può essere efficiente in quanto vi è una palese asimmetria informativa, abbiamo tutti il fondato sospetto che il mega-fondo che controlla i consigli di amministrazione di numerose società quotate abbia più di qualche informazione importante su date aziende rispetto al trader solitario che prova a operare sui mercati dalla sua cameretta di casa. E non può essere razionale perché, come ben spiegato da uno dei più grandi economisti di tutti i tempi, John Maynard Keynes, i mercati finanziari si basano su elementi che hanno poco a che fare con la razionalità, come la psicologia, la fiducia, l’ottimismo o il pessimismo.

Gli investitori, in genere, non comprano un’azione per il suo valore intrinseco, per la sua solidità o la capacità di generare profitti, bensì per una discrezionale previsione sul prezzo che questa potrà avere in un futuro più o meno prossimo. Proprio Keynes, in una riuscitissima metafora, paragonò il mercato azionario a un pronostico per un concorso di bellezza, dove i partecipanti non votano per la persona che più piace a loro, bensì per quella che pensano la giuria potrebbe ritenere la più meritevole. La differenza, come ben potete capire, è sottile ma assolutamente rilevante. Il concetto secondo cui i mercati «anticipano» l’economia non è altro che una questione di quanto gli investitori siano più o meno ottimisti riguardo al futuro. Normalmente, in una fase di…

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