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Dublino, 5 giu – Libero mercato sì, certo, ma con il portafogli degli altri. È questa la morale che possiamo ricavare dalla notizia sui profitti da capogiro realizzati da Microsoft. Stiamo parlando di qualcosa come 260 miliardi di guadagni nella sola Europa nell’anno fiscale 2020. Un’enormità. Ma quanto ha dovuto sborsare Microsoft di tasse? Beh, la bellezza di zero euro. Non è uno scherzo, ma la denuncia lanciata dal Guardian, che ha analizzato i documenti fiscali della filiale irlandese del colosso di Bill Gates. E i numeri, appunto, non mentono: Microsoft ha realizzato profitti per 315 miliardi di dollari (260 miliardi di euro) a fronte di zero tasse.

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Così Microsoft riesce a non pagare le tasse

L’Irlanda, com’è noto, è diventata da anni un paradiso fiscale per diverse multinazionali: a titolo d’esempio, oltre a Microsoft nell’isola di smeraldo operano anche le filiali di Google e Facebook. L’obiettivo è semplice: ricavare spettacolari profitti senza dover versare un solo centesimo al fisco. Come è possibile? La filiale europea di Microsoft è sì situata in Irlanda, ma è domiciliata alle Bermuda, altro noto paradiso fiscale per il mondo anglosassone che mette tutti al riparo dalle dovute tasse. È il libero mercato, bellezza. Soprattutto se sei una delle multinazionali più potenti del mondo.

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L’ipocrisia di Bill Gates

Insomma, Bill Gates si conferma un gran bel volpone: mena vanto della sua attività filantropica (che è comunque detraibile), va in sollucchero quando si lancia in profezie distopiche sul mondo post-pandemia, e vorrebbe pure indurci a mangiare carne sintetica. Ma alla fine, quando c’è da pagare le tasse, il padrone di Microsoft non ci pensa due volte a darsela a gambe. Come quando lo Stato di Washington (quello dove lui risiede) stava discutendo un intervento fiscale più massiccio sui grandi patrimoni, e Gates si mise a fare orecchie da mercante. Solo pochi mesi prima aveva scritto in un post: «Penso che i ricchi dovrebbero pagare di più di quanto non facciano ora, e questo include anche me e mia mia moglie Melinda». Orecchie da mercante e promesse da marinaio.

Gabriele Costa

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4 Commenti

  1. Sono i benefici inevitabili per consentire al mega “server” del sistema di reinvestire (!) per incatenare più specificatamente e fornire dati sempre più preziosi… Se e quando non renderà più lo sputeranno come un nocciolino.

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