Il Primato Nazionale mensile in edicola

730Roma, 13 apr – Mancano solo 48 ore dalla trasmissione da parte dell’Agenzia delle Entrate dei modelli 730 precompilati on line. Ad ogni lavoratore dipendente o pensionato basterà qualche clic per effettuare la dichiarazione dei redditi.  Ma il diavolo, si sa, si nasconde nei dettagli. Difatti, si è deciso di addebitare sulle spalle dei professionisti e dei Caf eventuali errori inerenti al reddito dichiarato.

In pratica, il controllo formale delle dichiarazioni, fino a ieri effettuato all’interno degli uffici finanziari, ora viene realizzato da privati: commercialisti e Caf. Questi ultimi saranno responsabili degli errori di compilazione (quelli commessi da loro, quelli imputabili al contribuente e addirittura quelli commessi dall’amministrazione). Quindi, a questo punto, chiunque metta un timbro su una dichiarazione precompilata deve essere tutelato da una polizza assicurativa.

I costi aggiuntivi, ovviamente, saranno scaricati sulle spalle dei contribuenti che rischiano di pagare fino al 50% in più rispetto all’anno scorso. Prima di gufare sull’operato del nostro Primo Ministro dobbiamo capire meglio funziona il Fisco 2.0. Prendiamo ad esempio un lavoratore dipendente o un pensionato. Ogni anno si reca al proprio Centro di Assistenza Fiscale (Caf) a regolarizzare la propria situazione tributaria. Due o tre ore l’anno e passa la paura. Ma a breve sarà ancora più facile il rapporto con il fisco.

Quali strabilianti novità ci attendono a partire da mercoledì prossimo? L’iter per ricevere a casa il 730 è assai semplice. Per rendersene conto basta consultare il sito dell’Agenzia delle Entrate. Qui possiamo leggere: “Ogni contribuente dovrà richiedere online all’Agenzia il pin e la password, per poter poi accedere al sito in cui trovare il 730 precompilato. La password sarà poi inviata per posta, arriverà, dopo una settimana, e solo allora il contribuente potrà compiere il primo accesso, con l’avvertenza che dovrà cambiare password per il secondo accesso, necessario per rispedire il modello 730, con eventuali correzioni o integrazioni dovute a spese sanitarie, mutui o altro”. Semplice vero?

Ma questo non basta. Chi ha imprecato per ottenere il modulo già precompilato non avrà solo l’onere di controllarlo (effettuando le dovute modifiche) ma dovrà anche avere il timbro di un Caf o di un commercialista. Qui la questione si complica. Vediamo perché.

Il problema nasce proprio dagli obblighi che derivano dal Dlgs 175/14 sulle semplificazioni, quello che ha introdotto appunto il 730 precompilato. Il suddetto Decreto prevede che: “I centri di assistenza fiscale, i commercialisti, i consulenti del lavoro e gli altri intermediari che intendono esercitare la facoltà di apporre il visto di conformità sono, infatti, obbligati ad aggiornare le loro polizze assicurative non solo innalzando a 3 milioni di euro la soglia minima di massimale, perché in caso di errore devono garantire il risarcimento ai clienti e allo stato, ma anche di estendere, nel caso di visto infedele, la garanzia al pagamento di una somma equivalente alle imposte che sarebbero state chieste al contribuente.  La Responsabilità Civile dovrà coprire anche le imposte eventualmente non versate dal contribuente”.

Ad oggi solo 500 mila contribuenti su 20 milioni hanno scelto di registrarsi per ottenere questo servizio. Il punto, però, è un altro. A pagare saranno tutti. Anche quelli che hanno snobbato l’impulso innovatore del nostro premier.

Più che una semplificazione è un boomerang. Commercialisti e Caf stanno già cercando di stipulare dei contratti più convenienti con le loro compagnie assicurative. I costi comunque cresceranno.

I rappresentanti delle categorie, pertanto, mettono le mani avanti. Luigi Mandolesi, delegato alla fiscalità per il consiglio nazionale dei commercialisti, ha spiegato che: “La nostra speranza ora è che vengano risolte le relative problematiche giuridiche e interpretative in modo che successivamente possiamo poi provvedere a una convenzione per una nuova polizza che copra i nuovi rischi al miglior prezzo possibile. Certo, ancora una volta siamo in piena emergenza visto che il debutto del nuovo modello è dietro l’angolo”.

Tutto questo per il progresso e la modernizzazione. Tu chiamale se vuoi semplificazioni…

Salvatore Recupero

Commenta