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Roma, 20 apr – “Le riaperture solo all’aperto penalizzano la metà delle imprese“: a lanciare l’allarme è il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli. “Le imprese hanno bisogno di normalità – è l’appello lanciato in occasione della giornata della legalità – e normalità significa poter riaprire”. Dopo mesi di lockdown prima e di chiusure a singhiozzo poi i numeri della crisi fanno paura: sono a rischio 300mila imprese, avverte Sangalli.

Sangalli: “Aperture per le sole attività all’aperto penalizzano la metà delle imprese”

“Le aperture per le sole attività all’aperto rischiano di penalizzare almeno la metà delle imprese che non possono usufruire di questa possibilità. E va detto che è anche una doppia penalizzazione per le imprese dei pubblici esercizi della montagna, considerate le stesse condizioni climatiche“, sottolinea Sangalli. “Chiediamo quindi due ulteriori accorgimenti. Da una parte, favorire una sensibilizzazione nei confronti delle amministrazioni locali nel permettere di utilizzare nuovi spazi pubblici, così da assicurare maggiore vivibilità delle nostre città e territori. Dall’altra parte, sarebbe importante anticipare prima possibile le aperture anche all’interno, con distanziamento e protocolli di sicurezza”.

“Le imprese chiedono di lavorare, lo abbiamo chiesto anche nelle piazze”

Alla ottava edizione della giornata nazionale “Legalità Ci Piace!“, rivolgendosi al ministro dell’Interno Luciana Lamorgese, il presidente di Confcommercio fa presente che al governo e alle istituzioni le imprese chiedono di lavorare, avanzando “proposte puntuali nelle misure di sostegno e di messa in sicurezza, con un lavoro assiduo sui provvedimenti governativi e in Parlamento”. “Lo abbiamo chiesto anche nelle piazze, in tante piazze d’Italia – sottolinea Sangalli – fino alla manifestazione di qualche giorno fa della Fipe, dando voce alla disperazione delle imprese”.

“Oggi a rischio 300mila imprese e 200mila professionisti”

L’emergenza economica “non è alle spalle. Oggi sono a rischio 300mila imprese e 200mila professionisti“, avverte il numero uno di Confcommercio. Nel 2020, le imprese del commercio, alloggio e ristorazione “hanno subito una drammatica riduzione del volume di affari e oltre un terzo si è trovato stretto in un combinato disposto pericolosissimo – spiega -. Cioè la mancanza di liquidità combinata con una difficoltà sostanziale di accesso al credito.” “E’ per questo – evidenzia Sangalli – che senza sosta in questi mesi abbiamo chiesto non solo indennizzi adeguati e tempestivi, ma anche moratorie fiscali e creditizie ampie ed inclusive, la sospensione e la rateizzazione degli impegni fiscali e possibilità più ampie di accesso al credito”.

Ludovica Colli

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