FM21012015-figura_1Roma, 21 gen – Finalmente una buona notizia: grazie al crollo del prezzo dei carburanti, sono leggermente ripresi i consumi, in particolare di gasolio per autotrazione, che nello scorso mese di dicembre ha fatto segnare un notevole +6% rispetto allo stesso mese del 2013, attestandosi complessivamente nel 2014 su un modestissimo ma importante +0,1% rispetto all’anno precedente.

La benzina, invece, nonostante il pieno decisamente più economico, ha fatto segnare un -0,6% su base mensile (dicembre 2014 contro dicembre 2013) e un -3,5% su base annuale.

carburanti2013-14Il dato del gasolio è comunque quello più rappresentativo perché include praticamente l’intera flotta industriale e commerciale e la ripresa dei relativi consumi è il chiaro segnale di un’Italia produttiva che non si arrende e coglie al volo l’opportunità offerta dal ribasso dei prezzi di approvvigionamento per rilanciare le attività industriali e commerciali. Un segnale economico, certamente, che però parla a voce alta anche alla politica chiedendo urgentemente misure di difesa e sostegno dell’economia reale che resiste, tenacemente e nonostante tutto.

Uno sguardo più dettagliato ai dati degli ultimi due anni indica che a fronte di un crollo del prezzo del petrolio di riferimento “Brent”, in Euro al barile, di oltre il 38% tra dicembre 2013 e dicembre 2014, il prezzo industriale dei carburanti è diminuito del 18%, il che ridimensiona l’aumento dei consumi rapportato al prezzo, pur non modificandone il significato.

Se però estendiamo lo sguardo a ritroso fino al 2006, possiamo notare che, nonostante i prezzi sianocarburanti2006-14 ormai di poco superiori a quelli del 2007, i consumi di gasolio siano diminuiti di quasi il 14% e quelli di benzina di oltre il 30%, segnale che nonostante i primi incoraggianti segni di ripresa la dimensione dell’economia italiana si è notevolmente contratta rispetto al periodo pre-crisi.

Se infine accoppiamo questi dati con quelli sull’elettricità, di cui si è discusso poche settimane fa e che indicano una continua discesa, ininterrotta anche nell’ultimo mese di dicembre, è evidente che una eventuale ripresa dei prezzi del petrolio, tutt’altro che da scartare, potrebbe essere difficilmente sopportabile dal sistema produttivo nazionale.

Francesco Meneguzzo

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