Bruxelles, 30 gen – Si è riunito ieri il Consiglio straordinario dei ministri degli Esteri dell’Unione europea in seguito all’attacco sulla città di Mariupol. L’Alto rappresentante europeo per la politica estera Federica Mogherini ha presentato così risultati e decisioni che nella sostanza estendono fino a settembre le sanzioni contro individui ed entità russe (le sanzioni sarebbero decadute il prossimo marzo) e spiegando che prima del nuovo incontro in programma il 9 febbraio saranno anche annunciati i nuovi soggetti da inserire nella lista di coloro che saranno sottoposti alle “misure restrittive”.

Il numero uno della diplomazia Ue ha quindi spiegato che è “iniziato il lavoro preparatorio su altre misure addizionali” che l’Unione potrebbe prendere. “Speriamo – ha aggiunto – che questo possa mettere pressione, in particolare sulla Russia, per evitare passi negativi”.

E’ stato anche chiesto ai servizi della Commissione Europea “di individuare entro una settimana i nuovi nomi da aggiungere a questa lista” che saranno resi disponibili, in vista della prossima riunione dei Ministri degli Esteri Europei, fissata per il 9 Febbraio prossimo. Le conclusioni presentate dalla Mogherini sarebbero state il frutto di un’estenuante trattativa tra Paesi, come la Gran Bretagna, che vorrebbero un inasprimento delle sanzioni e Paesi che si attestano su posizioni più miti e vorrebbero l’interruzione delle sanzioni.

Su posizioni di netto rifiuto e con l’intenzione di porre il veto all’estensione delle sanzioni la Grecia del nuovo governo di Alexis Tsipras. Il neo presidente greco si era recato lo scorso anno a Mosca per incontrare Valentina Matvienko, la presidente della camera alta del Parlamento.  per tessere una rete diplomatica salda, che sta mostrando in questi giorni i suoi effetti.

E secondo la stampa britannica, il primo diplomatico con cui il nuovo premier greco avrebbe avuto un colloquio dopo l’insediamento è stato l’ambasciatore russo, che gli ha consegnato un messaggio di congratulazioni del presidente Vladimir Putin.

Il ministro delle finanze russo Anton Siluanov, in una intervista rilasciata infatti all’emittente Cnbc, ha dichiarato la piena disponibilità di Mosca a concedere aiuti economici alla Grecia, qualora Atene ne facesse richiesta. Anche se non è stata, per ora, avanzata alcuna richiesta ufficiale dal governo greco, se ciò avvenisse “la prenderemmo sicuramente in considerazione”.

Sale di conseguenza la preoccupazione in seno ai paesi Ue per l’avvicinamento della Grecia al fronte orientale. Il governo tedesco e le istituzioni europee vedono con molto sospetto l’atteggiamento del nuovo governo ellenico guidato da Syriza. L’avvicinamento a Mosca potrebbe avere risvolti inaspettati anche se proprio ieri il presidente del Parlamento europeo Martin Schulz, in visita ad Atene, si è affrettato a gettare acqua sul fuoco affermando di “aver avuto colloqui costruttivi che mi portano ad essere realmente fiducioso circa la possibilità di concludere un accordo sulla riduzione del debito greco e sull’estensione del programma di aiuti concessi dall’Unione Europea”.

Intanto Coldiretti ha calcolato i danni subiti dall’Italia a seguito delle sanzioni comminate alla Russia: sono oltre 1,25 i miliardi persi con un crollo delle esportazioni pari all’11,6%.

Giuseppe Maneggio

 

3 Commenti

  1. È quanto meno paradossale: quelli che, oggi in Italia, detestano e osteggiano la politica del Presidente Putin che ha ridato nuova dignità alla Nazione Russa, sono gli stessi che, quaranta anni fa’, osannavano e sostenevano Breznev…!…: ” P.C.I., PDS, DS, PD… Miguel son semper mi!!!”.

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