Roma, 27 gen – Quasi il 5% dal 1960 alla fine degli anni ’70, durante il periodo del boom economico. E più del 2% nei due decenni successivi. Parliamo della crescita media annua dell’Italia, una dinamica di sviluppo che si è pero arrestata dal 2000 in avanti. Dando il là ad un ventennio che a piena ragione possiamo definire di “stagnazione secolare“. I dati emergono dalla più recente analisi della Cgia di Mestre, che dopo aver diffuso l’allarme a fine 2017 ora rilancia: dall’inizio del nuovo millennio ad oggi la nostra economia è cresciuta in media solo dello 0,2%.

“Come sostengono molti esperti, siamo in una fase di stagnazione secolare – dichiara il coordinatore dell’Ufficio studi Paolo Zabeo – e le previsioni, purtroppo, non lasciano presagire nulla di buono. L’economia mondiale sta rallentando, manifestando evidenti segnali di
incertezza e di sfiducia in tutta l’area dell’euro che, comunque, in questi ultimi 18 anni è cresciuta del 30 per cento; 7 volte in più dell’incremento registrato dall’Italia”. Zabeo attribuisce la mancata perfomance alla nostra bassa produttività e ad un sistema fiscale e burocratico inefficiente, ma “dimentica” di considerare una curiosa coincidenza temporale.


L’anno 2000, che corrisponde all’avvio della fase di “stagnazione secolare”, corrisponde infatti all’introduzione della moneta unica. Tanto che la stessa Cgia sottolinea come “la crescita registrata dai principali paesi dell’area dell’euro è stata molto superiore alla nostra. Se in Italia negli ultimi 18 anni l’incremento del Pil è stato di 4 punti percentuali (variazione calcolata su valori reali), in Francia l’incremento è stato del +25,2 per cento, in Germania del +26,5 per cento e in Spagna addirittura del +34,7 per cento”. Non meglio la valuta comune ha fatto in relazione all’inizio della crisi: “Tra i 19 paesi che hanno adottato la moneta unica solo il nostro Paese (-4,1 per cento) e la Grecia (-23,8 per cento) devono ancora recuperare, in termini di Pil, la situazione pre-crisi”.

Filippo Burla

Commenti

commenti

1 commento

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here