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stipendiRoma, 21 dic – La dinamica degli stipendi in Italia è piatta e ha quasi smesso di crescere. A novembre l’aumento delle retribuzioni segna il tasso di espansione più basso di sempre. Rispetto al mese precedente si è registrato un incremento dello 0,1% con una crescita annua, nel 2016, che si assesta allo 0,6% rispetto al medesimo periodo del 2015. E’ l’Istat a renderlo noto in un suo periodico bollettino che evidenzia peraltro, i principali macro settori. Nel settore privato l’incremento tendenziale è dello 0,7% (0,3% nell’industria e 1,2% nei servizi privati), mentre la variazione è nulla per quelli della pubblica amministrazione.

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Se raffrontato alla crescita dei prezzi (+0,1% a novembre), complessivamente si evidenzia un andamento peggiore di quello dei salari.

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La retribuzione lorda in Italia è inferiore anche a quella di Cipro

Sempre l’Istat ci evidenzia come si registrino tempi sempre più lunghi per il rinnovo dei contratti di lavoro scaduti, in media di 42,1 mesi. L’attesa media, calcolata sul totale dei dipendenti è invece di 28,7 mesi, in sensibile aumento rispetto all’anno precedente che era di 22,5 mesi. La quota dei dipendenti in attesa di rinnovo del contratto di lavoro sale al 68% contro il 67,9% del mese precedente. “Due record storici negativi. La durata media della vacanza contrattuale sul totale dei dipendenti supera il precedente primato di 28 mesi, con un rialzo notevole rispetto ai 22,5 mesi di un anno prima” dichiara Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.

Era dal 1982 che non si registravano dei dati così sconfortanti per la crescita dei salari, ma quello fu anche il primo anno che si cominciarono a registrare le serie storiche. Gli anni ’80 furono connotati da un benessere diffuso che oggi neanche lontanamente possiamo immaginare. Viceversa in questi anni registriamo, attraverso l‘immigrazione clandestina voluta dai governi italiani, l’incremento di quell’esercito di riserva che sta mettendo ulteriormente in dura competizione verso il basso gli stipendi e questo è un qualcosa che le generazioni future, già disperatamente in cerca di lavoro, pagheranno a caro prezzo.

Giuseppe Maneggio

 

 

 

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