Il Primato Nazionale mensile in edicola

luxottica agordoRoma, 16 gen – Un fatturato potenziale da oltre 15 miliardi di euro, 3,5 di margine operativo lordo, dimensioni stratosferiche tali da mettere all’angolo qualsiasi concorrente, presenza in oltre 150 paesi e più di 140mila dipendenti. Sono questi i numeri della maxi-fusione fra Luxottica e il gruppo francese Essilor. L’operazione, annunciata oggi, rappresenta in qualche modo “l’eredità” del fondatore del gruppo italiano, Leonardo Del Vecchio, alle prese da tempo con dubbi riguardanti il posizionamento futuro della società, in virtù anche del passaggio generazionale che – come ad esempio testimonia il caso di Esselunga – porta con sé rischi notevoli. Da qui la scelta di cercare una strada alternativa alla continuazione in solitaria, ipotesi già tentata due anni fa sempre con Essilor ma che solo in questi giorni prende ufficialmente forma.

La fusione non sarà, peraltro, di esclusiva natura finanziaria. Luxottica è specializzata infatti nella realizzazione di montature, mentre Essilor primeggia nel campo delle lenti: l’integrazione funzionale è evidente. Dal punto di vista dei numeri, l’operazione si concretizza del conferimento delle azioni della società italiana in quella d’oltralpe, con conseguente attribuzione delle quote di quest’ultima a Del Vecchio e holding di famiglia, la Delfin. Al termine dello scambio, quando verrà lanciata anche l’Opa sul resto del capitale al fine del delisting a Piazza Affari per restare solo sul mercato di Parigi, l’azionista di riferimento sarà proprio Delfin, con una quota superiore al 30%, maggioranza relativa tale da bloccare qualsiasi tentativo di scalata ostile – ammesso che qualcuno abbia la forza di tentarla, dato che le dimensioni della nuova realtà superano di quasi 12 volte quelle del concorrente più diretto.

“Con questa operazione si concretizza il mio sogno di dare vita ad un campione nel settore dell’ottica totalmente integrato ed eccellente in ogni sua parte. Sapevamo da tempo che questa era la soluzione giusta ma solo ora sono maturate le condizioni che l’hanno resa possibile”, commenta Leonardo Del Vecchio che dal 1961, quando fondò ad Agordo (in provincia di Belluno, dove si trova ancora uno dei principali stabilimenti) la Luxottica, non ha fatto altro che procedere in continuazione, senza fretta ma senza tregua, verso una costante crescita per il proprio gruppo. Fino a farlo giungere, sia pure con una fusione transfrontaliera, sul tetto inarrivabile del mondo.

Filippo Burla

La tua mail per essere sempre aggiornato

Commenta