indesit catena montaggio whirlpoolRoma, 17 apr – La chiusura di due siti produttivo, il ridimensionamento degli altri, oltre 1300 lavoratori a casa e un centro ricerca che serrerà i battenti. E’ questo il piano industriale lacrime e sangue annunciato ieri da Whirlpool, la multinazionale statunitense degli elettrodomestici.

Ancora grave la crisi del settore del “bianco” in Italia secondo la dirigenza Whirlpool, che deve così fare i conti con una crisi da sovrapproduzione. O, per meglio dire, da drastico calo della domanda interna. Ecco allora le scelte che incidono sulla carne viva di quel che fu un settore trainante negli anni del miracolo economico, nel quale fino agli anni ’80 e ’90 l’Italia vantava un primato mondiale.

A chiudere sarà lo stabilimento di Caserta e uno fra quelli marchigiani di Fabriano e Albacina, oltre al magazzino e centro ricerca di None, in provincia di Torino. Si tratta dei siti ex Indesit, marchio storico acquisito da Whirlpool nel luglio dello scorso anno. A rischiare il posto sono in totale 1350 lavoratori, la maggior parte dei quali (800) a Caserta. Tali scelte si rendono necessarie, secondo Whirlpool, per proseguire sul piano di investimenti per 500 milioni.

Una parte degli esuberi erano già previsti dal piano di salvataggio Indesit. Whirlpool ha però rilanciato, alzando l’asticella con quasi 400 unità aggiuntive. Questo nonostante “l’impegno dell’azienda a rispettare quanto stabilito nell’accordo del 2013, che escludeva qualsiasi licenziamento unilaterale fino al 2018“, ha commentato non senza stupore il ministro dello Sviluppo economico, Federica Guidi.

Meno di un anno fa, Renzi vantava di aver “personalmente parlato con gli americani a Palazzo Chigi”, definendo l’acquisizione di Indesit “un’operazione fantastica“. In un’intervista al Corriere della Sera, aveva anche rilanciato: “Non si attraggono gli investimenti esteri riscoprendo una visione autarchica e superata del mondo”.

“Whirlpool cannibalizza la Indesit dichiarando la chiusura di tre siti e 1.350 esuberi. E’ questa -si chiede Fabrizio Bassotti, della Fiom di Fabriano- l’operazione fantastica di cui parlava Renzi?”

Filippo Burla

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