Roma, 7 gen — L’Australia continua ad essere al centro dell’attenzione: da giorni infatti non si fa altro che parlare del caso del tennista Novak Đoković, episodio di richiamo internazionale dai contorni paradossali capace di rispecchiare la triste epoca in cui siamo immersi: la divisione tra i sostenitori del gesto dello sportivo e i detrattori dello stesso, assume tutte le caratteristiche del tifo da stadio, aspetto purtroppo inevitabile se si considera la crudele divisione sociale artatamente messa in atto, checché ne dica il Presidente della Repubblica uscente.

Australia: il ritorno dell’isola prigione

La splendida isola, che per tanto tempo è stata il simbolo di libertà capace di combinare un contatto con la natura più selvaggia e una popolazione all’insegna del caratteristico no worries, sembra essere tornata alle sue origini anglosassoni di isola prigione. Abbiamo già scritto delle grandi proteste di piazza in Australia, delle misure draconiane messe in campo per il controllo della popolazione, delle strutture di quarantena utilizzate per detenere non solo i positivi al Covid ma anche coloro che vi sono entrati in contatto. Il mese scorso, la polizia australiana ha arrestato tre “detenuti” del campo che hanno cercato di fuggire nel cuore della notte.

L’ultima notizia riguardo le restrizioni in Australia proviene ancora una volta dal Northern Territory (NT), nello specifico dalle parole di Michael Gunner, volto non nuovo per i lettori de Il Primato. Il Chief Minister (primo ministro) del Northern Territory, dopo aver constatato ben 412 nuovi contagi, ha recentemente dichiarato: “Coloro che sono completamente vaccinati possono continuare come prima. Per le persone non vaccinate le regole di blocco si applicheranno dai 16 anni in su”.

Lockdown per non vaccinati: solo tre ragioni per lasciare casa. Il lavoro non è una di queste

Originariamente in Australia erano 5 le ragioni per cui poter lasciare le abitazioni in casi di lockdown: ottenere il cibo e le forniture essenziali, allenamento fino a due ore, caregiving, lavoro o istruzione, vaccinarsi nel luogo più vicino possibile. Cosa cambia quindi? E’ presto spiegato: spese essenziali, trattamenti medici, o caregiving. Lo sport ma soprattutto il lavoro e l’istruzione non saranno quindi motivazioni valide per lasciare la propria abitazione per i non vaccinati. Un vero e proprio lockdown. “A differenza delle precedenti regole di blocco, le persone non vaccinate non potranno uscire di casa per andare al lavoro o per fare esercizio”, ha affermato Michael Gunner nella sua dichiarazione.

La logica della politica a ‘zero contagi’ continua senza sosta quindi, nonostante le persone ospedalizzate nel Northern Territory sembra siano 23, di cui solo 2 in terapia intensiva. Le persone completamente vaccinate non saranno soggette a ulteriori restrizioni, nonostante queste possano ancora diffondere il virus, considerato anche un recente studio danese il quale sosterrebbe che la trasmissione della variante Omicron si diffonda più rapidamente tra i vaccinati, booster incluso.

Gli australiani hanno trascorso circa venti mesi sotto alcune delle regole più severe e stringenti del mondo – sebbene sia freschissima la notizia che nelle Filippine i non vaccinati che lasceranno casa saranno addirittura arrestati – nel tentativo di gestire la pandemia. Sebbene alcune restrizioni siano state allentate il mese scorso, non è ancora chiaro se la nuova variante fungerà nuovamente da pretesto per inasprire nuovamente le regole.

Valerio Savioli

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1 commento

  1. Non sarebbe da prendere come esempio un paese nato dai discendenti dei galeottidi cui la madrepatria se ne liberava.

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