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Berlino, 31 ago – Sabato scorso, a Berlino, è andato in scena il secondo atto delle proteste contro le restrizioni imposte dal governo Merkel per fermare il contagio da coronavirus. Il primo aveva avuto luogo a inizio mese, e già allora la stampa allineata aveva dato fondo a tutto il suo repertorio antipopolare: poca gente, quasi tutti vecchi, estremisti di destra, negazionisti e così via. Le cose, ovviamente, erano andate molto diversamente. E sabato il successo dell’iniziativa è stato ancora più grande: malgrado siano circolate cifre al ribasso sul numero dei manifestanti, sono state circa 40mila persone ad affollare Viale 17 giugno, lo spazio circostante la Colonna della Vittoria e l’Arco di Brandeburgo.

Una protesta trasversale e pacifica

A leggere molta stampa, pare si sia trattato di un raduno di «neonazisti» o di gente che nega l’esistenza del Covid-19. Peccato che non sia affatto così. Come è ben visibile dalle immagini e dai video della giornata, a protestare contro le misure restrittive c’era la cosiddetta bürgerliche Mitte, cioè quella che noi chiamiamo «società civile»: gente di tutte le età, alta presenza femminile, persone dall’orientamento politico più vario. Tant’è che accanto a bandiere dell’Impero tedesco (il Secondo Reich) e a qualche foto di Donald Trump, si potevano vedere anche bandiere arcobaleno e striscioni con il volto di Gandhi. Insomma, piaccia o non piaccia, quella di sabato è stata una protesta trasversale. E pacifica: anche quando la polizia ha sciolto il corteo per evitare assembramenti, non si sono verificati disordini, con le persone che hanno proseguito la manifestazione in maniera statica.

Il volto di Gandhi su uno striscione alla manifestazione

La bufala dell’«assalto al Reichstag»

Di fronte all’impossibilità di raccontare troppe fregnacce sull’accaduto, la stampa è andata alla ricerca del pelo nell’uovo. E l’ha trovato: poche decine di Reichsbürger (nostalgici della monarchia guglielmina) hanno fatto capannello davanti al Parlamento, mischiandosi ai turisti presenti, e alcuni hanno tentato di entrare, fermati – senza troppo sforzo – da soli tre poliziotti. Tanto è bastato ai media allineati per parlare di «assalto al Reichstag». Un politico della Fdp (il Partito liberale) ha addirittura proposto di insignire gli agenti della medaglia al valore. Tre poliziotti sono bastati per fermare un «assalto»: certa gente ha ormai perso il senso del ridicolo.

Anche il nipote di Kennedy a Berlino

Molto più interessante sarebbe stato invece parlare della presenza alla manifestazione di Robert Kennedy junior, il nipote di JFK. Cosa che, ovviamente, ben pochi si sono premurati di riportare (in Italia nessuno). Il nipote di Kennedy, infatti, è salito sulla tribuna degli oratori e, tra gli scroscianti applausi, ha lodato i manifestanti in quanto «persone che amano la democrazia e che vogliono un governo che non gli racconti bugie». In questo senso, secondo Kennedy, la piazza di Berlino rappresenta «il fronte avanzato contro il totalitarismo dilagante». Ma, in fondo, chi se ne frega. Molto meglio parlare di fantomatici «assedi al Reichstag» e «negazionisti» del coronavirus. E poi si lamentano che la stampa mainstream è in crisi…

Valerio Benedetti

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