Bruxelles, 19 set – Boris Johnson ha 12 giorni di tempo, ossia entro la fine di settembre, per presentare all’Unione europea le sue proposte sulla Brexit per evitare l’uscita del Regno Unito senza accordi. L’ultimatum è arrivato dal premier finlandese e presidente di turno della Ue Antti Rinne, che ha parlato a Parigi, dopo aver incontrato il presidente francese Emmanuel Macron. “Siamo stati entrambi d’accordo sul fatto che è arrivato il momento che Johnson produca per iscritto le sue proposte, se esistono – ha detto -. Se non avremo ricevuto proposte entro la fine di settembre, allora è finita”. Dove finita si intende che il premier britannico dovrà effettuare la Brexit nel peggiore degli scenari, quello del “No deal”.



Downing Streeet: “Presenteremo proposte al momento opportuno”

Continueremo a negoziare e presenteremo le proposte al momento opportuno“, si è limitata a replicare una fonte di Downing Street. Il premier britannico insiste nel sostenere che un accordo sia possibile entro il Consiglio europeo del 17 ottobre, ma che la Brexit ci sarà comunque il 31 ottobre, con o senza accordo.

L’ultimatum dettato da Bruxelles nasce da un’esigenza tecnica. Il 2 ottobre, e poi il 9, si riuniranno i rappresentanti del Coreper, ossia il Comitato dei rappresentanti permanenti. In sostanza, i delegati dei 28 Stati che lavorano costantemente tra Bruxelles e le rispettive capitali per preparare tutti i dettagli prima degli incontri istituzionali. Se non arriverà la proposta di Johnson non avranno il tempo tecnico per discutere tutti i dettagli entro il 15 ottobre, quando si riuniranno tutti i ministri degli Affari europei nel Consiglio presieduto dalla Finlandia. Infine Il Parlamento europeo chiarisce che se ci sarà un’uscita del Regno Unito dalla Ue senza accordo, non ci saranno negoziati commerciali in futuro finché i problemi di fondo non saranno risolti.

Ludovica Colli

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