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Roma, 19 set – La Camera salva il deputato di Forza Italia Diego Sozzani, negando l’autorizzazione all’applicazione degli arresti domiciliari, e la neomaggioranza giallofucsia si spacca alla sua prima prova sulla tenuta in Aula. Infatti 309 deputati hanno votato contro la relazione della Giunta per le autorizzazioni. Mentre soltanto 235 a favore, compresi i deputati del Movimento 5 Stelle. Complice, lo scrutinio segreto con dem e pentastellati che hanno votato ognuno per proprio conto, dividendosi. Eppure, in sede di dichiarazione di voto, il deputato Bazoli (Pd) con il deputato Saitta (M5S), avevano confermato il parere favorevole alla richiesta di arresti domiciliari, proposta e votata il primo agosto in Giunta alla Camera. Sulla carta M5S e Pd potevano contare su 327 voti. Ma così non è stato. I voti di alcuni dem della maggioranza giallofucsia sono confluiti nel mucchio di quelli di Forza Italia, Lega e Nci che avevano detto no agli arresti. LeU, invece, aveva lasciato libertà di coscienza ai propri deputati. Sozzani era stato indagato nell’ambito di un’inchiesta della Dda milanese con l’accusa di illecito finanziamento dei partiti e corruzione.



I 46 “franchi tiratori” arrivano dal Pd e da Italia Viva di Renzi

A conti fatti, sarebbero 46 i cosiddetti franchi tiratori, dal Pd e Italia Viva, il nuovo partito di Matteo Renzi, che non hanno seguito le indicazioni della maggioranza. Il calcolo è presto fatto: sottraendo ai 235 favorevoli all’arresto (voti Pd e M5S) i 187 favorevoli all’uso delle intercettazioni del primo voto della Giunta – che sono tutti dei 5 Stelle – si ottiene il numero di 48 deputati Pd che hanno votato a favore dell’arresto. Se si sottraggono ai 94 presenti e votanti del Pd i 48 favorevoli all’arresto si ottengono i 46 franchi tiratori dem che non hanno votato per i domiciliari a Sozzani.

Di Maio: “Il voto segreto va abolito”

“Qualcuno dice che il voto – sull’autorizzazione a procedere – ‘è tema di governo’, io rispondo ‘è tema di valori’. Oggi chi ha votato contro l’arresto di Sozzani dovrebbe risponderne davanti all’opinione pubblica. E invece a causa del voto segreto, non ne risponderà davanti agli italiani. È proprio in questi casi che emerge tutta la differenza tra noi e il resto del sistema. Qui non si tratta di giustizialismo o di presunzione di innocenza. Qui si tratta di normalità, di regole“. Così il capo politico del M5S Luigi Di Maio su Facebook commenta l’esito della votazione aggiungendo che “il voto segreto va abolito”. Anche il capogruppo M5S alla Camera Francesco D’Uva minimizza: “Dire che al primo voto la maggioranza non ha tenuto sarebbe sbagliato: in questa votazione non entrava il governo“.

Esulta il centrodestra

La proclamazione del risultato della votazione è stata accolta da un forte applauso dai banchi del centrodestra. Sozzani non ha partecipato alla votazione: intervenendo poco prima del voto ha annunciato che avrebbe lasciato l’Aula per “permettere di votare con il massimo della autonomia”. “Vi dico la mia innocenza. Non mi sottrarrò al confronto con la magistratura ma voglio farlo da uomo libero“, ha detto. Le sue parole sono state applaudite dal centrodestra ma anche da qualche deputato del Pd. L’ex ministro azzurro Stefania Prestigiacomo ha espresso soddisfazione: “Lui è un galantuomo, per una volta il Parlamento non si è asservito ai magistrati”.

Adolfo Spezzaferro



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