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Roma, 6 gen – Il presidente degli Stati Uniti “è aperto” a rinegoziare l’accordo sul nucleare con l’Iran. Ad assicurarlo, nel corso di un’intervista a Fox news, è il consigliere della Casa Bianca Kellyanne Conway. “Se l’Iran vuole iniziare a comportarsi come un Paese normale, certo, assolutamente”, ha dichiarato Conway rispondendo a una specifica domanda sulla possibilità di rinegoziare l’accordo. Dopo aver dato il via libera al raid che ha ucciso a Baghdad il generale iraniano Qassem Soleimani e di conseguenza innescato una crisi diplomatica senza precedenti, innalzando ulteriormente la tensione in Medio Oriente, stando a quanto fatto intendere dal governo statunitense Trump sarebbe adesso disposto a tendere la mano all’Iran.

Le minacce di Trump

Si tratta di un clamoroso bluff o di una seria volontà di riaprire il dialogo? Difficile dirlo visti i costanti atteggiamenti schizofrenici del presidente Usa, che anche negli ultimi giorni via Twitter ha usato toni infuocati nei confronti di Teheran. Ieri, ad esempio, Trump ha cinguettato che gli Stati Uniti hanno “identificato 52 siti iraniani (che rappresentano i 52 ostaggi americani presi dall’Iran molti anni fa), alcuni di altissimo livello e importanti per l’Iran e la cultura iraniana. Questi obiettivi, e l’Iran stesso, SARANNO COLPITI MOLTO VELOCEMENTE E IN MODO MOLTO DURO”. Parole decisamente pesanti e gravi, visto che è difficile pensare che con “siti importanti per la cultura iraniana” Trump intendesse parlare di obiettivi militari. Nel pomeriggio di oggi, sempre via Twitter, il presidente statunitense ha poi tuonato: “L’Iran non avrà mai un’arma nucleare”.

Reale cambio di rotta?

Eppure, nonostante questi toni, la Casa Bianca è convinta che Trump sia bendisposto e sostiene che “non ha detto di voler colpire i siti culturali” dell’Iran. Al contrario, secondo il consigliere Conway, “ha detto che stava ponendo apertamente la domanda perché nel mondo (all’Iran, ndr) è permesso mutilare persone, far esplodere bombe lungo la strada, uccidere e torturare la nostra gente” e “ha detto che hanno identificato 52 siti”. Le contraddizioni in seno all’amministrazione americana sono evidenti. A questo punto si attende soltanto la prossima concreta mossa di Trump, auspicando che stavolta sia razionale e non dettata da istinti pericolosi. Ma soprattutto che non sia ormai fuori tempo massimo.

Eugenio Palazzini

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6 Commenti

  1. l’assassinio di Suleimani segna un punto di non ritorno. finora Trump, pur nella sua schizofrenia, si era di fatto comportato in maniera meno bellicista dei suoi predecessori, evitando di iniziare nuove guerre. Con questo gesto scellerato ha profondamente oltraggiato due popoli, gli iraniani e gli iracheni almeno nella componente sciita, assassinando a tradimento un uomo molto popolare considerato eroe da entrambi. Riuscendo ad unirli ancor più di quanto avesse fatto Bush nel deporre Saddam e consegnando l’Iraq agli sciiti. Si é dimostrato un uomo stolto dominato dall’istinto se é vero che ha deciso l’assassinio in maniera impulsiva dopo l’assedio dell’ambasciata Usa. Ci si era illusi che l’epoca delle guerre americane fosse terminata con Trump, apparentemente più pragmatico e meno ideologizzato di Obama e dei Bush, ma è riuscito a compiere un atto che neppure essi avrebbero mai compiuto. Ora appare tardiva e risibile la sua disponibilità a rinegoziare il trattato con l’Iran. il sague con cui ha stoltamente deciso di sporcarsi le mani, legando per sempre il suo nome a questo omicidio, impedisce qualsiasi pacificazione con l’Iran, almeno finché siederà lui alla casa bianca

  2. Trump gran figlio di puttana, l’america è Israele sono il cancro di tutta l’umanità ed è ora che pagano per tutte le persone innocenti uccise

  3. mah.
    io spero che l’iran prosegua l’arricchimento dell’uranio e si costruisca un bel pò di bombe nucleari….
    o in alternativa,faccia come faceva a suo tempo tito,qualcosa tipo:
    “se mi vengono a rompere le scatole a casa mia, non perdo tempo con guerre che non posso vincere: mando cinquanta killer sotto casa ai mandanti,così imparano l’educazione”
    non so se sia vero,ma
    mi sa che è l’unica cosa da fare quando si tratta con gli stati,quindi per definizione…con gente senza onore e senza dignità.
    e dopo l’iraq e la libia si è capito perfettamente,come bisogna trattare con l’america,con l’inghilterra,con la francia e simili:
    bisogna si,essere diplomatici….
    MA con una rivoltella bella grossa,sul tavolo delle trattative:
    kim jong-un lo ha capito benissimo…
    e infatti non gli vanno a rompere le scatole.

  4. Il vero paese coi coglioni è la Russia prova a dargli fastidio e te ne accorgi grande Putin alleanza immediata con la Russia e via dall’Europa dei nazisti tedeschi e dei loro amici francesi .

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