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FacebookRoma, 17 gen – Mark Zuckerberg va in aiuto della Merkel. In previsione delle prossime elezioni tedesche, dove probabilmente la Cancelliera sconterà la sua folle politica pro-immigrati, Facebook prepara la stretta sulla libertà d’espressione. La chiamano politica “anti-bufale”.

Secondo una indiscrezione del Financial Times, le elezioni tedesche saranno il primo vero esame fuori dagli Stati Uniti per i famosi filtri imposti da Zuckerberg contro le cosiddette “fake news”. Il governo di Berlino, del resto, starebbe addirittura pensando di introdurre multe fino a 500mila euro alle aziende che, operando nel settore dei social media, dopo una segnalazione non provvedono a rimuovere una notizia falsa entro 24 ore. I nuovi strumenti anti-bufala di Facebook prevedono che gli utilizzatori del social abbiano la possibilità di segnalare sempre più facilmente le sospette notizie false. Queste segnalazioni verranno poi inoltrate a compagnie di fact checking di base in Germania che hanno siglato l’accordo “Poynter’s International Fact Checking Code of Principles“, tra cui Correctiv.

Se l’articolo è ritenuto falso, sarà contrassegnato da un marchio e accompagnato da una spiegazione su come si è arrivati a tale conclusione. Ovviamente non si capisce perché la Verità, con la V maiuscola, debba essere certificata da Facebook, né è chiaro dove finiscano le “bufale” e dove inizino le opinioni. Perché il punto è proprio questo: prendendo spunto da qualche furbetto che le spara grosse e totalmente inventate, alla fine si andrà a colpire chi dà un’interpretazione dei fatti non conforme alla verità ufficiale. È questa, la vera “post-verità”.

Adriano Scianca

 

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2 Commenti

  1. Ma nessuno e’ capace di brevettare un alternativa a facebook ?
    Fino ad allora tra loro si aiuteranno sempre , e sei gentile con loro ti faranno scrivere , altrimenti silent please

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