Roma, 1 mar – L’Europa taglia i ponti energetici ed economici con la Russia? Ad approfittarne è la Cina. Prova ne è quanto accaduto ieri sera: Gazprom ha siglato il più grande accordo di fornitura di gas naturale con la Cina. Il colosso russo, parzialmente controllato dallo Stato, ha difatti firmato un contratto per la progettazione del gasdotto Soyuz Vostok che arriverà in Cina passando dalla Mongolia. Il piano implica poi un altro patto ancora da stringere tra Pechino e Mosca, ovvero un nuovo accordo che garantirebbe a Soyuz Vostok di trasportare fino a 50 miliardi di metri cubi di gas naturale all’anno verso la Cina.

Accordi con Gazprom, così la Cina “ci frega” il gas russo 

I vantaggi per il dragone asiatico si deducono facilmente, ma la stessa Russia si apre così un corridoio fondamentale per ridurre la dipendenza dall’acquirente europeo, attualmente il principale partner di Gazprom. Nel frattempo l’Europa sta sondando varie opzioni per diversificare le fonti di approvvigionamento di gas, al fine di sganciarsi dalla dipendenza da Mosca. Un processo che richiede però tempo, quel tempo che Gazprom si è preso per arrivare all’accordo con Pechino. Dopo anni di trattative, il nodo è stato sciolto proprio adesso che la Russia viene isolata dal circuito finanziario globale.

“Oggi il contratto di progettazione è stato firmato: questo significa che il progetto è passato alla fase di attuazione pratica”, ha dichiarato l’amministratore delegato di Gazprom, Alexey Miller. Ricordiamo che già nel 2014 il colosso russo dell’energia aveva siglato un accordo di 30 anni e da 400 miliardi di dollari con la Cina, atto a fornire fino a 38 miliardi di metri cubi di gas all’anno alla superpotenza asiatica. Le consegne iniziarono alla fine del 2019 tramite il gasdotto Power of Siberia. Poi, un mese fa, Mosca firmò un altro contratto con il principale produttore di energia cinese Cnpc, per la fornitura diretta di 10 miliardi di metri cubi di gas all’anno per 25 anni.

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“Le nostre compagnie petrolifere hanno preparato delle nuove soluzioni molto buone per le forniture di idrocarburi verso la Repubblica popolare cinese, e anche nell’industria del gas è stato fatto un passo in avanti: mi riferisco al nuovo contratto per la fornitura di gas in Cina dall’estremo oriente russo di dieci miliardi di metri cubi”, disse allora il presidente russo Vladimir Putin, durante un incontro a Pechino con il presidente cinese Xi Jinping.

Alessandro Della Guglia

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2 Commenti

  1. alez…sotto con le sanzioni,così vanno ANCORA DI PIU’ in braccio alla cina:
    così la cina diventa ANCORA più potente e competitiva,e la russia di distacca ancora di più..e forse definitivamente,dal blocco europeo.
    molto,molto svegli,eh?

    come dire…
    “mi stai sui maroni,così adesso li metto sull’incudine e li prendo a mazzate,migliorando grandemente la situazione”

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