Berlino, 28 ott – Le elezioni regionali in Turingia hanno fornito un responso chiarissimo: la Merkel e la «grande coalizione» non piacciono ai tedeschi, che invece hanno sempre meno problemi a votare i sovranisti di Alternativa per la Germania (Afd). La Cdu, il partito della «cancelliera», ha infatti vissuto un vero e proprio tracollo: 21,8%, ossia quasi 12 punti percentuali in meno rispetto alla tornata di cinque anni fa. Stesso discorso per l’altro partito della maggioranza di governo, i socialdemocratici dell’Spd, ormai in crisi nera da un paio d’anni, che scivolano a un preoccupante 8,2% (-4,2%).

In Turingia vincono gli «estremi»

Chi invece può sorridere sono la Linke e, appunto, l’Afd. È la Sinistra, infatti, a vincere le elezioni con il 31% dei voti, incrementando di quasi 3 punti percentuali il già lusinghiero risultato del 2014. Quasi insignificante nella Germania dell’Ovest, la Linke stava calando sensibilmente anche all’Est, accusando la crescita dell’Afd. Ma Bodo Ramelow, governatore uscente e capo del partito in Turingia, pare abbia convinto gli elettori. Ad ogni modo, anche l’Afd, come detto, ha vissuto un vero e proprio trionfo: con il 23,4% diventa secondo partito nel Land di Erfurt scavalcando la Cdu e, rispetto alle Regionali del 2014, guadagna la bellezza di quasi 13 punti percentuali. Un risultato storico che, oltre a confermare l’Afd come partito di massa (Volkspartei) nell’Est, arriva dopo una campagna elettorale pesantissima dal punto di vista mediatico, con accuse quasi quotidiane contro lo storico candidato Björn Höcke, che Mike Mohring, candidato della Cdu, ha apostrofato addirittura come «nazista». Ma l’allarme «nazismo», a quanto pare, non funziona più con buona parte dell’elettorato.

I risultati delle elezioni in Turingia. Fonte: Der Spiegel

Il cordone antifascista

Se non funziona a livello elettorale, il giochino funziona tuttavia a livello istituzionale. Nessun partito, infatti, intende fare coalizioni con l’Afd. Nemmeno ora che la maggioranza rosso-rosso-verde (Linke, Spd e Verdi) non ha più i numeri per governare da sola il parlamento regionale. Eppure, proprio nelle ultime ore, pare che la Cdu possa entrare nel governo per dare una maggioranza a Ramelow e mettere fuori gioco l’Afd. E così i cristianodemocratici, pur di non compromettere la propria reputazione «antifascista» coalizzandosi con l’Afd, sono pronti a governare addirittura con l’estrema sinistra. Per fare un paragone, è come se Berlusconi si alleasse con Leu o Rifondazione comunista. Fate un po’ voi.

Valerio Benedetti

2 Commenti

  1. Questo è un gioco, le statiche sono manipolate e i politici lo sanno e sono conniventi, vi spiego per chi non lo sa come funziona una giornata elettorale, dopo lo sfogli delle schede, i risultati sono trasmessi dalle prefetture al ministero dell interno, in quella stanza vige il famoso trattato di Parigi del 1947, in quella stanza i collaborazionisti sotto lo sguardo vigile dei liberatori decidono chi ha vinto. Le schede vengono trasferite all’ estero, Croazia e Albania. Ricordate deaglio marito della mortifera fornero nel 2006 sollevò il dubbio su probabili brogli elettorali per l elezione di berlusca, avete mai sentito il finale? In giappone al governo c’era sempre stato un partito come la democrazia cristiana, come da noi vinse le elezioni un partito nuovo, un partito nazionalista, il primo atto fu di tentare di liberare il Giappone dagli americani installati ad Okinawa, bene quel partito fu neutralizzato. Come diceva twain: se andare a votare avrebbe senso non ci lascerebbero votare. Un nostro connazionale prima di Twain diceva: lasciate ogni speranza quando entrate nella cabina elettorale.

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