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Roma, 27 mar – E’ scontro diplomatico sul Golan. Dopo il riconoscimento Usa della sovranità e il controllo di Israele sulle Alture occupate dall’esercito di Tel Aviv nel 1967, con tanto di firma da parte del presidente Donald Trump durante l’incontro alla Casa Bianca con Benjamin Netanyahu, sono arrivate le repliche di cinque stati membri dell’Ue.

Belgio, Francia, Germania, Polonia e Gran Bretagna “non riconoscono la sovranità di Israele sui territori occupati dal giugno 1967, comprese le alture del Golan”, hanno affermato gli ambasciatori dei cinque in una dichiarazione congiunta. “La nostra posizione sullo stato delle alture del Golan è ben nota e non è cambiata”, hanno spiegato, puntualizzando poi che “l’annessione di un territorio con la forza è vietata dal diritto internazionale. Qualsiasi dichiarazione di un cambiamento unilaterale dei confini va contro la Carta delle Nazioni Unite”. I cinque Stati membri dell’Ue hanno poi sollevato “forti preoccupazioni sulle conseguenze più ampie del riconoscimento di un’annessione illegale, anche a livello regionale”.

Il ruolo del Consiglio di Sicurezza dell’Onu

Preoccupazioni fondate, considerata l’alta tensione che impera nell’area mediorientale e le inevitabili reazioni da parte di Siria, Turchia e Iran. Il ministero degli Esteri siriano ha specificato che la scelta di Trump costituisce una “flagrante violazione del diritto internazionale” e che “gli Stati Uniti sono ora il principale nemico degli arabi”. I rappresentanti del governo di Damasco all’Onu, dopo le dichiarazioni di Trump, hanno chiesto la convocazione urgente del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. In giornata è prevista una riunione del Consiglio per discutere il rinnovo del mandato della missione di peacekeeping dell’Onu nel Golan.

La Russia, dal canto suo, ha attaccato duramente il governo americano. Il ministro degli Esteri, Sergei Lavrov, ha condannato la decisione del presidente Usa sottolineando che “l’intenzione americana di riconoscere la sovranità di Israele sulle Alture del Golan è una flagrante violazione del diritto internazionale che ostacola il processo di pace in Siria e peggiora la situazione in Medio Oriente”.

Tutti contro gli Usa

Oggi è arrivata anche la presa di posizione di Federica Mogherini, Alto rappresentante Ue, in linea con i cinque Stati membri sopra menzionati: “La posizione dell’Unione europea per quanto riguarda lo stato delle alture del Golan non è cambiata. In linea con il diritto internazionale e le risoluzioni 242 e 497 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, l’Unione europea non riconosce la sovranità israeliana sulle alture occupate del Golan”, ha detto Mogherini.

Insomma gli Stati Uniti sono isolati e non sembrano trovare sponde amiche. D’altronde l’occupazione del Golan da parte di Israele durante la Guerra dei Sei Giorni del 1967 e la successiva annessione unilaterale del 1981, non sono mai state riconosciute dalla comunità internazionale. Trump quindi, dopo aver riconosciuto Gerusalemme come capitale di Israele nel dicembre 2017, torna a scontrarsi totalmente con Onu e Unione Europea, assumendo prese di posizione decisamente incaute e inaccettabili.

Se l’Ue ieri si era schierata con Israele sulla situazione di Gaza, parlando di “provocazione dei militanti palestinesi” che “devono cessare immediatamente”, almeno la questione delle Alture del Golan sembra al momento riscontrare una certa compattezza internazionale contro la decennale occupazione israeliana. Il minimo indispensabile.

Eugenio Palazzini