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Golpe in Sudan, dopo 30 anni di potere si è dimesso il presidente al Bashir

by Adolfo Spezzaferro
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Roma, 11 apr- Golpe in Sudan. Dopo mesi di proteste antigovernative contro il presidente Omar al Bashir, l’esercito sudanese ha annunciato la formazione di un consiglio militare di transizione che governerà il Paese dopo le dimissioni del presidente. Lo riporta al-Arabiya. Il consiglio di transizione sarà guidato da Ahmed Awad Ibn Auf, il primo vicepresidente e ministro della difesa del Sudan, secondo quanto riferito dall’esercito. L’Associazione dei professionisti sudanesi, fondata sette anni fa da circa 200 docenti universitari a sostegno di imprenditori e professionisti, che ha guidato le proteste, ha affermato che accetterà solo il passaggio di potere a un governo di transizione civile. Nel frattempo, riferisce Arab News, ufficiali sudanesi e altri come l’ex vicepresidente di Bashir, Ali Osman Taha, e il capo del Partito del Congresso Nazionale, Ahmed Haroun, sono stati arrestati, così come le guardie personali di Bashir. I militari hanno chiuso l’aeroporto di Khartoum e controllano le principali arterie della capitale.

Il presidente al Bashir si è dimesso

Il presidente sudanese si è dimesso dopo che l’esercito ha circondato il palazzo presidenziale a Khartoum. A quanto pare, adesso è ai domiciliari. Erano sei giorni che migliaia di sudanesi protestavano davanti al quartier generale dell’esercito chiedendo che Bashir lasciasse il potere dopo 30 anni. Ora la folla celebra nelle strade con canti patriottici e slogan come “nuova era, nuova nazione” gli avvenimenti delle ultime ore.

Nel tentativo di sedare le proteste, nei mesi scorsi al Bashir aveva deciso di dimettersi dalla guida del Partito di Governo e ridotto i prezzi di generi di prima necessità come pane ed acqua, in un Paese in piena crisi economica e con l’inflazione che ha toccato il 44%. Ma stavolta le manifestazioni sono andate avant, nonostante le repressioni da parte delle forze di sicurezza speciali governative. Molti attivisti sono stati arrestati, i feriti negli scontri sono centinaia e si stima che i morti possano essere oltre 50.

L’Onu chiede “pieno rispetto dei diritti umani”

Nei giorni scorsi il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres aveva lanciato un appello a tutti coloro che sono coinvolti nelle proteste in Sudan per evitare la violenza e invitato il governo a promuovere un dialogo inclusivo, sottolineando che l’Onu è pronto a sostenere ogni sforzo per risolvere pacificamente la crisi del Paese. “Si chiede il pieno rispetto dei diritti umani, compresa la libertà di riunione, la libertà di espressione e la liberazione dei manifestanti detenuti”.

Adolfo Spezzaferro

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