Roma, 3 gen — Un’infermiera malata di Covid è guarita dopo aver trascorso 28 giorni in coma farmacologico quando i medici le hanno somministrato il Viagra come parte di un trattamento farmacologico sperimentale. Lo riporta il DailyMail.

Infermiera guarisce dal Covid con il Viagra

La «fortunata» si chiama Monica Almeida, 37 anni. Asmatica e vaccinata con doppia dose, era stata ricoverata nell’ospedale di Gainsborough, nel Lincolnshire, il 9 novembre, otto giorni dopo essere risultata positiva al coronavirus. Almedia, infermiera specializzata in malattie respiratorie, aveva dapprima perso il gusto e l’olfatto e il quarto giorno aveva iniziato a tossire sangue. Con tale sintomatologia e l’ossimetria a picco si era reso necessario il trasporto in ospedale. Il trasferimento in terapia intensiva è avvenuto una settimana dopo, al quale aveva fatto seguito l’induzione in coma farmacologico.

Tre giorni allo spegnimento delle macchine

Quattro settimane è durato il calvario della donna: mancavano solo 3 giorni allo spegnimento dell’apparecchio di ventilazione, quando le sue condizioni hanno iniziato a migliorare. Il 14 dicembre è avvenuto il miracoloso risveglio. Immaginatevi la sua sorpresa quando i medici del Lincoln County Hospital le hanno rivelato di averle somministrato un ingente quantitativo di Viagra come cura sperimentale.

Secondo i medici ideatori del protocollo, il Viagra può risolvere casi particolarmente gravi di infezione da coronavirus. Il farmaco Pfizer utilizzato per risolvere problemi di disfunzione erettile negli uomini, infatti, consente un maggiore afflusso sanguigno a tutte le aree del corpo e rilassa le pareti dei vasi sanguigni. Nel caso dell’infermiera, sin dalle prime somministrazioni i medici avevano constatato un miglioramento nell’ossigenazione a tal punto da spingerli a diminuire il dosaggio di ossigeno mentre la donna si trovava ancora sotto coma farmacologico. Sono ora in corso test per verificare se il Viagra può essere utilizzato per aumentare i livelli di ossigeno, così come avviene con l’inalazione di ossido nitrico. Attualmente il farmaco può essere somministrato ai pazienti Covid in Gran Bretagna se questi accettano di partecipare a uno studio sui farmaci sperimentali.

Cristina Gauri

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Classe 1977, nata nella città dei Mille e cresciuta ai piedi della Val Brembana, dell’identità orobica ha preso il meglio e il peggio. Ex musicista elettronica, ha passato metà della sua vita a fare cazzate negli ambienti malsani delle sottoculture, vera scuola di vita da cui è uscita con la consapevolezza che guarire dall’egemonia culturale della sinistra, soprattutto in ambito giovanile, è un dovere morale, e non cessa mai di ricordarlo quando scrive. Ha fatto uscire due dischi cacofonici e prima di diventare giornalista pubblicista è stata social media manager in tempi assai «pionieri» per un noto quotidiano sabaudo. Scrive di tutto quello che la fa arrabbiare, compresi i tic e le idiozie della sua stessa area politica.

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