Macerata, 3 gen – Il virus forse sfuggito dal laboratorio, lo scandalo mascherine, i dispositivi ritirati e le disposizioni al limite dell’inverosimile per chi vìola le norme anti Covid. Stiamo parlando della Cina da cui tutto è partito, e non ancora finito, nel 2020 (o forse addirittura prima). E che adesso diventa nuovamente protagonista, stavolta con farmaci antivirali cinesi pubblicizzati sul web come medicinali anti Covid e che iniziano a “spostare” mole ingenti di denaro. Non è il primo sequestro, lungo tutto lo Stivale, quello operato oggi dalla Guardia di Finanza della Compagnia di Civitanova Marche nella città bagnata dall’Adriatico, ma conferma sicuramente che la soglia d’attenzione aumenta.

Farmaci cinesi sequestrati: spacciati come cura anti Covid

Sono 3.600 i medicinali di produzione cinese, non autorizzati dall’Agenzia Italiana del Farmaco ma ben noti sul web, scoperti all’interno di un autoveicolo fermato e controllato nel centro di Civitanova dai finanzieri, insospettiti dagli strani movimenti del conducente. Le confezioni, con scritte esclusivamente in cinese e trovate nel veicolo dell’uomo fermato, di nazionalità cinese, sarebbero state commercializzate e distribuite quali contenenti medicine per la cura dell’infezione da Covid-19. A tal proposito l’uomo non è stato in grado di esibire alcun tipo di documentazione, né dell’acquisto delle stesse. Pertanto è stato segnalato alla Procura della Repubblica di Macerata per i reati di ricettazione, nonché di distribuzione e importazione di medicinali non autorizzati. Mentre i prodotti medicali sono stati sottoposti a sequestro probatorio, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

Quei farmaci contraffatti made in China

Il tema dei farmaci made in China contraffatti e senza certificazione non è però nuovo. Lo scorso ottobre furono sequestrate dai Nas, a Roma e provincia, decine di fiale contraffatte di tossina botulinica e 98 fiale di farmaci di provenienza ignota a base di lidocaina, acido ialuronico per filler e acido ascorbico utilizzato nei trattamenti di pulizia del viso degli ignari clienti. Oltre ai farmaci i Nas requisirono diverse attrezzature per procedimenti estetici, apparecchi e altri dispositivi medici tra cui bisturi elettrici, fili e aghi per suture e siringhe per un valore complessivo di circa 30.000 euro. Tutto il materiale sequestrato era destinato all’uso in centri non autorizzati, sempre made in China. Qualcuno penserà di sostituire il detto “mamma li turchi” con “mamma li cinesi”?

Emanuela Volcan

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