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Atene, 13 apr – Non accenna a placarsi il latente conflitto fra Grecia e Turchia lungo le coste del mar egeo. Una serie di schermaglie che si susseguono da tempo e sono costate, ieri, il primo morto. Si tratta di pilota dell’aeronautica ellenica, il 34enne Giorgos Baltadoros, capitano del 331° squadrone aereo.
Partito dalla base di Tanagra, nella Grecia centrale, per intercettare alcuni jet turchi che avevano violato lo spazio aereo greco, il suo Dassault Mirage è scomparso dai radar a nove miglia dall’isola di Skyros. Le autorità escludono che possa essere stato coinvolto in uno scontro a fuoco, visto che gli aerei di Ankara avrebbero si sarebbero allontanati appena raggiunti.
Nonostante le dichiarazioni distensive da entrambe le parti in causa, la zona dell’Egeo rimane un “fronte caldo”. Non più tardi dello scorso lunedì la guardia costera greca aveva aperto il fuoco contro alcuni elicotteri turchi che avevano sorvolato a bassa quota l’isola di Ro, ultimo episodio di una serie di sconfinamenti che si susseguono – tra F-16 e perfino droni – senza soluzione di continuità.
Motivo della tensione sono due isolette disabitate vicine alle coste della Turchia, oggi sotto il controllo di Atene ma rivendicate da Ankara. Una contesa quasi secondaria che nasconde la vera posta in gioco. Dagli idrocarburi (l’Egeo è infatti un mare molto promettente in termini di ricerca di gas e petrolio) ai venti di crisi che soffiano sull’economia turca, passando per le centinaia di richiedenti asilo ospitati in Grecia e sospettati di aver preso parte al fallito golpe contro Erdogan. Il conflitto a distanza sembra insomma essere solo agli inizi.



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1 commento

  1. Lepanto non è avvenuta per caso e la storia si ripete sempre , il sultano è un pericolo per la pace nel mondo

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