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Caracas, 21 mag – Nicolas Maduro si riconferma alla guida del Venezuela. È uscito vincitore delle elezioni di domenica con quasi sei milioni di voti, pari a una percentuale di gradimento del 68%. I venezuelani, tuttavia, non sono corsi in massa ai seggi, e l’affluenza non è andata oltre il 46%, un dato che secondo l’opposizione è stato truccato al rialzo e che non supera il 30%. Alle elezioni del 2012 e del 2013 l’affluenza si assestava attorno all’80%. Dietro al presidente uscente è arrivato Henri Falcon, che ha ottenuto il 21,2% dei voti, e al terzo posto il prete evangelista Javier Bertucci, con un 11% di preferenze.
Secondo l’opposizione, che aveva chiesto il boicottaggio del voto, quella di Maduro è una vittoria illegittima anche se scontata. Anche molti Paesi stranieri hanno fatto sapere che non riconosceranno l’esito delle elezioni, mentre Bolivia, Cuba e Russia hanno espresso il loro sostegno alla rielezione di Maduroche rimarrà in carica per altri sei anni.
Già alla vigilia del voto si era detto che quelle di ieri erano presidenziali truccate, essendo stata esclusa la coalizioni anti-chavista. Gli Stati Uniti e l’Europa avevano già condannato la decisione di convocare elezioni anticipate,aggiungendo che potrebbero comminare nuove sanzioni sul paese latinoamericano qualora fosse “messa a rischio la democrazia”. “Gli americani non sono in grado di interpretare e comprendere il messaggio che il popolo venezuelano sta inviando” ha commentato Maduro “Non sono in grado di dialogare gli americani, sanno soltanto distruggere e minacciare. Il Venezuela si muove per conto suo e oggi abbiamo dato il via a quel processo”. Maduro ha anche aggiunto che la sua vittoria segna “una nuova tappa trionfale nella storia della rivoluzione bolivariana“.
Il Venezuela di Maduro, salito al potere dopo la morte di Chavez nel 2013, pur disponendo di una delle più grandi riserve petrolifere del mondo(sfruttandone al momento solo il 40% del potenziale totale), è un Paese al collasso,dove a farla da padrone sono la crisi economica e l’iperinflazione, che rendono i farmaci quasi irreperibili e il cibo razionato, con prezzi alle stelle. La fame generalizzata ha costretto milioni di persone a fuggire.Dal 2014 ad oggi oltre 4 milioni di venezuelani, il 15% delle popolazione totale, se ne sono andati.
Anna Pedri



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