Roma, 20 mag – Intorno ad Azovstal la battaglia prosegue. In modo anche abbastanza incredibile, perché la parola “fine” sembrava essere stata posta appena tre giorni fa. Invece arriva un messaggio video, riportato dall’Ansa, dove uno dei soldati del battaglione annuncia nuove lotte e scontri.

Azovstal, la battaglia che non finisce anche quando dà l’illusione di farlo

Mentre la Russia si dichiara disponibile a riprendere i negoziati con l’Ucraina, intorno ad Azovstal la battaglia ancora non termina. Sebbene sia da tutti interpretata come una questione ormai esclusivamente temporale, c’è chi insiste e lo annuncia pure in video. Gli irriducibili del reggimento Azov, dopo oltre dieci settimane, sono ancora lì. E promettono di combattere ancora. E così spunta fuori il vicecomandante e portavoce del battaglione Sviatoslav ‘Kalina’ Palamar che lancia messaggi forti a Mosca e non certamente di resa: “Oggi è l’85esimo giorno di guerra. Io e il mio comando siamo sul territorio dello stabilimento Azovstal. È in corso un’operazione, i cui dettagli non annuncerò”. I media di Mosca lo avevano dato per arreso, affermando che avesse abbandonato il tunnel dove sono rifugiati i soldati del battaglione.

Gli altri vertici: “La guerra non è finita”

Non solo Palamar, ma anche gli altri vertici. E a parlare è anche il maggiore Bohdan Krotevych, anche capo dello staff. Sui social network, l’uomo lancia un messaggio chiaro: “La guerra non è finita”. Poi aggiunge: “Noi siamo più deboli nel potenziale militare, ma la fiducia in sé del nemico è la nostra carta vincente”. Che sia solo questione di tempo, comunque, lo dicono i numeri. Ad Azovstal in questo momento non rimangono che poche centinaia di soldati. Da lunedì, secondo Mosca, almeno 1.730 soldati ucraini si sono arresi, 771 solo nelle ultime 24 ore, e sono stati trasportati in territori sotto il controllo russo.

Alberto Celletti

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