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Damasco, 18 set – In Siria un aereo militare russo sarebbe stato colpito per errore dalle difese anti-aeree di Damasco. A bordo c’erano 14 militari. La notizia è stata data dalla Cnn, che cita un anonimo ufficiale statunitense e afferma che il velivolo è stato abbattuto da un sistema di difesa anti-aerea venduto ai siriani dai russi diversi anni fa.
Dell’aereo russo si erano perse le tracce mentre quattro F-16 di Tel Aviv attaccavano obiettivi siriani nella zona che va dalla provincia di Latakia a quella di Hama, dove l’Intelligence occidentale sospetta che l’Iran sia costruendo una base per il lancio di missili terra-terra.
Non solo: mentre era in corso l’attacco israeliano i radar russi hanno registrato lanci di missili dalla fregata francese Auvergne, che era in quella zona. L’esercito francese ha negato ogni coinvolgimento nell’incidente, mentre l’esercito israeliano non ha commentato quanto successo.
Da Mosca, fonti del ministero della Difesa hanno spiegato: “I contatti con l’equipaggio di un Il-20 si sono interrotti nel Mar Mediterraneo a 35 km dalle coste siriane mentre rientrava alla base aerea di Hmeimim” specificando che la sorte dei militari “è ignota” e sono in corso ricerche. Quando si sono perse le tracce dell’aereo erano le 22 di lunedì, ora italiana.
Questo pasticcio nei cieli siriani è avvenuto poche ore dopo l’annuncio di Mosca dela sospensione dell’offensiva su Idlib, ultima roccaforte dei ribelli che si oppongono al governo del presidente siriano Bashar Al Assad. La conferma dello stop all’offensiva è arrivata ieri dal ministro della Difesa russo, Sergei Shoigu, dopo l’accordo tra Mosca e Ankara per l’istituzione di una “zona cuscinetto”, smilitarizzata, nella Siria nord-occidentale, non lontano dal confine con la Turchia.
Niente attacco armato contro i terroristi, dunque, ai quali verrà chiesto di arrendersi e abbandonare Idlib, città dove a decine di migliaia i ribelli si mescolano con i milioni di rifugiati di tutto il Paese. Nella conferenza stampa che è seguita all’incontro tra Russia e Turchia il presidente russo Vladimir Putin ha spiegato che l’accordo prevede il totale ritiro di tutte le armi pesanti ai ribelli entro il 10 ottobre. La zona demilitarizzata, inoltre, sarà ampia dai 15 ai 25 km, e verrà pattugliata da unità mobili di militari russi e turchi.
Anna Pedri
 

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