Damasco, 25 nov – All’alba di ieri, 24 novembre, aerei da guerra israeliani hanno bombardato la provincia siriana di Homs con vari missili. È il quarto attacco di Israele contro la Siria nel solo mese di novembre. Le fonti militari siriane affermano che intorno alle ore 1:26 l’aeronautica di Tel Aviv, attraversando lo spazio aereo libanese, ha attaccato diversi obiettivi nella provincia di Homs. Secondo Israele gli obbiettivi sarebbero Pasdaran iraniani, da anni alleati militarmente al governo di Assad insieme agli Hezbollah libanesi. Nel bombardamento sono rimasti uccisi due civili mentre altri sette, tra cui sei soldati, sono rimasti feriti.



Gli ultimi bombardamenti di Israele contro la Siria

A quanto riferito dall’emittente israeliane Channel 12, durante l’attacco alla già martoriata Siria – alle prese con 10 lunghi anni di guerra al terrorismo internazionale – la contraerea siriana ha sparato un missile contro un aereo da guerra israeliano, esploso al largo della costa di Haifa.

Dopo i due primi attacchi del 3 e dell’8 novembre, solo pochi giorni fa, il 17 novembre, l’esercito israeliano aveva lanciato due missili dalle Alture del Golan occupate da Israele, contro la parte meridionale della capitale siriana Damasco, rischiando di compiere l’ennesima strage di civili. Fortunatamente uno di questi missili è stato abbattuto dalla difesa aerea di Assad mentre il secondo ha colpito un edificio vuoto a sud di Damasco senza causare vittime.

Mentre le forze armate di Bashar al Assad stanno combattendo quotidianamente per liberare le zone della Siria occupate dai terroristi jihadisti, con il ritorno da Est della minaccia talebana e dell’Isis, Israele continua invece a rappresentare una spina nel fianco per la tanto auspicata pace in Medioriente, contravvenendo agli accordi internazionali e ad ogni logica geopolitica volta a ristabilire la tranquillità tra i paesi arabi.

Andrea Bonazza 

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