Roma, 20 gen – La Turchia assicura che Mosca e Kiev hanno compiuto progressi nei negoziati per porre fine all’invasione e sono vicine ad un accordo. “Certo, non è facile arrivare a un’intesa mentre la guerra è in corso, i civili vengono uccisi, ma vorremmo dire che lo slancio negoziale sta progredendo”, ha detto il ministro degli Esteri Mevlut Cavusoglu. “Vediamo che le parti sono vicine a un accordo”, assicura. Ankara è in contatto con i team dei negoziatori dei due Paesi, aggiunge il ministro, che non ha voluto dare i dettagli sui colloqui perché, puntualizza, “stiamo svolgendo il ruolo di mediatori e facilitatori“.

Turchia: “Kiev e Mosca vicine all’accordo”

Cavusoglu è stato in Russia e in Ucraina questa settimana. La Turchia, membro della Nato, sta intensificando gli sforzi di mediazione tra Mosca e Kiev ma ha rifiutato di allinearsi alle sanzioni Usa e Ue contro la Russia. Le autorità turche, mantenendo i contatti con le due parti, la scorsa settimana hanno accolto ad Antalya i ministri degli Esteri russo e ucraino Serghiei Lavrov e Dmytro Kuleba per il loro primo incontro dall’inizio del conflitto. Domani intanto riprenderanno in negoziati tra Russia e Ucraina, come riporta l’agenzia Tass.

I sei punti dei negoziati

In un’intervista al quotidiano Hurriyet, il portavoce presidenziale turco Ibrahim Kalin ha spiegato che le parti stanno negoziando su sei punti: la neutralità dell’ Ucraina, il disarmo e le garanzie di sicurezza, la cosiddetta “denazificazione”, la rimozione degli ostacoli all’uso del lingua russa in Ucraina, lo status della regione separatista del Donbass e della Crimea, annessa dalla Russia nel 2014.

Zelensky: “Pronto a trattare con Putin”

Dal canto suo, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, si dice “pronto a trattare con Putin, la guerra può finire solo con negoziati. Se falliscono, rischiamo la terza guerra mondiale”. Così Zelensky su Telegram. Intanto, mentre prosegue l’offensiva russa, le manovre Nato non puntano a invertire l’escalation. Anzi. La Slovacchia infatti ha iniziato a dispiegare il sistema missilistico Patriot fornito dalla Nato. Il ministro della Difesa Yaroslav Nagy, comunica che il sistema sarà dispiegato presso la base aerea di Sliac.

Ludovica Colli

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2 Commenti

  1. Gradirei sapere cosa ne pensano certi ministri italioti del comportamento della Turchia, loro partner Nato.
    Tornino a scuola e ripartano almeno dal Macchiavelli… Manco i compagni (veri), da soli, ci avrebbero fatto fare una figuraccia così… sganciata da ogni capacità e comprensione storica.

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