TrumpRoma, 9 nov – Esiste la scena ed esiste il retroscena. I complottisti sbagliano credendo solo alla seconda dimensione, i commentatori mainstream si ingannano restando limitati alla prima. Prendiamo il clamoroso, colossale, stupefacente successo di Donald Trump alle elezioni americane. Esaminiamo la scena di questo trionfo. Balza subito agli occhi l’ennesimo fallimento di tutti i politologi, degli analisti, degli intellettuali, degli editorialisti, per tacere dei sondaggisti. Viviamo nell’era dell’informazione globale, siamo avvolti in un’informazione perenne, continua, totalizzante. Ed è un’informazione sbagliata. Ovvero un’informazione che non capisce la realtà.

Che si tratti di Trump o della Brexit, della Le Pen o di Alba Dorata, di Berlusconi o di Salvini (con tutto ciò che questi fenomeni hanno di profondamente diverso tra loro, sia chiaro), il tono dei media è sempre lo stesso: “Come è stato possibile?”. Cosa accade in un Paese in cui nessun grande mezzo di informazione appoggia un candidato e poi costui vince largamente le elezioni? C’è uno scollamento allucinante tra chi deve raccontare la realtà e chi la realtà la vive. E questo è un problema molto grosso, per il regime politico che si autodefinisce “democrazia”. Qualsiasi cosa si pensi di Trump, egli ha rappresentato una speranza per milioni di americani, che lo hanno votato nonostante la demonizzazione assurda e isterica condotta a reti unificate. E questo è un fatto politico che va valutato.

Nella società dello spettacolo, lo spettacolo non è solo apparenza, è sostanza. Le cose sono anche come sembrano, perché apparendo in un certo modo strutturano una parte di realtà. C’è poi la parte che non è come sembra. Il retroscena. Chi è Trump? Cosa rappresenta veramente? Di quali interessi e visioni si farà strumento? Che, fra i due in gara, il candidato dell’establishment fosse la Clinton appare evidente. L’impressione è che Trump abbia davvero colto di sorpresa le oligarchie. Le sue idee sono completamente fuori dagli schemi, soprattutto in politica estera. La domanda a questo punto è: quanto ci metteranno le stesse oligarchie a ricentrarsi? La mossa dell’Fbi in un momento chiave della campagna elettorale è stata forse un primo indizio. Il farsi strada nell’entourage trumpiano di un personaggio pericoloso come il noto mestatore Michael Ledeen, che peraltro potrebbe essere voce molto ascoltata proprio sulle questioni italiane, ne è un altro. Che Trump venga assorbito, se non apertamente usato, è probabile. In politica non è difficile essere outsider alle elezioni, soprattutto se sei miliardario (Berlusconi docet). Difficile è essere libero una volta eletto (idem). E questo non solo per l’opera di accerchiamento di lobby, poteri forti e massonerie varie, che pure negli Usa sono presenti a livelli impressionanti, ma anche per la ragnatela del potere ufficiale stesso, che avvolge sin da subito i governanti, normalizzandone con tecnicismi e burocratismi ogni velleità eterodossa.

Trump avrà la forza, la lucidità e la volontà di sottrarsi a questa morsa infernale? Probabilmente no. Difficile, in ogni caso, che possa far peggio di quanto avrebbe fatto la Clinton. Se non c’è da brindare, si può quanto meno sorridere. E se non vi viene da farlo, accendete la tv e guardate la faccia dei commentatori. Dai, come si può non riderne?

Adriano Scianca

Vuoi rimanere aggiornato su tutte le novità del Primato Nazionale?
Iscriviti alla nostra newsletter.

Anche noi odiamo lo spam. Ti potrai disiscrivere in qualsiasi momento.

Commenti

commenti

5 Commenti

  1. Concordo, sono convinto che farà bene anche per noi. Nel senso che forse, anche noi, capiremo che siamo noi con la nostra testa a decidere chi deve governarci. Senza farci pilotare da pennivendoli e maestrine del politicamente corretto.

  2. sono sostanzialmente d’accordo.
    Resto dell’idea, non credendo nella democrazia e men che meno in quella statunitense, che il sistema non sbagli e le ultime mosse di poteri forti contro la Clinton dimostrano che quantomeno ci sia stato una lotta all’interno dell’oligarchia e gli scheletri nell’armadio della famiglia democratica siano più gravi di quanto sia stato dichiarato.
    Detto questo non mi aspetto niente di particolarmente positivo per l’Europa ma meglio questa presidenza rispetto al disastro che avrebbe provocato nel mondo la Clinton.
    I pennivendoli e gli opinionisti democratici frastornati poi non hanno prezzo.
    Andre

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here