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borseMilano, 9 nov – I mercati, come largamente anticipato – almeno in questo i giornalisti prezzolati ci azzeccano – stanno reagendo in maniera stizzita di fronte alla sorprendente vittoria di Donald Trump alle elezioni presidenziali Usa. Ma la reazione negativa delle Borse appare al momento meno traumatica di quanto annunciato.

Le Borse europee segnano tutte ribassi di poco superiori al 2 per cento così come i futures dei principali indici azionari di Wall Street. Che sia merito delle parole concilianti di Trump che da neo presidente si è speso affermando che “cercheremo il dialogo con gli altri Paesi, non lo scontro. Alleanze, non conflitti” o che sia stata l’ennesima esagerazione catastrofista rifilataci dalla stampa, non ci è dato saperlo. Del resto anche per Brexit ci avevano prospettato il crollo di tutto il mondo finanziario.

Entrando comunque nel dettaglio degli andamenti delle Borse, registriamo vendite diffuse sul dollaro Usa con un cross euro/dollaro in rialzo dello 0,85% sopra 1,11. La divisa americana perde anche contro lo yen (2 per cento) mentre il peso messicano crolla del 10% (sul timore di eventuali dazi che Trump aveva promesso in campagna elettorale). In rialzo l’oro che segna un aumento del 2 per cento superando quota 1.300 dollari l’oncia. Festeggia invece la borse di Mosca che registra tutti dati in positivo. Milano maglia nera in Europa con un -2.56% alle 11 e 30.

La vittoria di Trump ha invece fatto calare le probabilità di una stretta monetaria a dicembre da parte della Federal Reserve. La maggiore volatilità dei mercati potrebbe a questo punto indurre la banca centrale statunitense a posticipare il rialzo dei tassi.

Giuseppe Maneggio

 

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