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Bruxelles, 16 set – Una Europa “green”, inclusiva, che salva vite in mare e dà asilo, che tutela i diritti Lgbt e difende l’ideologia gender, che vuole uscire dal coronavirus più unita e più forte di prima. E’ l’Unione europea secondo Ursula von der Leyen al suo primo discorso sullo stato dell’Unione all’Europarlamento. La presidente della Commissione europea annuncia anche che, “con il presidente del consiglio Giuseppe Conte e la presidenza italiana del G20, organizzeremo un vertice globale sulla sanità, in Italia, per dimostrare che l’Europa c’è per proteggere” i cittadini.

“Salari minimi per tutti”

La pandemia di coronavirus si sente ancora, ammette la von der Leyen: “Il popolo europeo stia ancora soffrendo. E’ un periodo di ansia. I cittadini sono preoccupati di come sbarcare il lunario. L’incertezza non è ancora superata e la ripresa è ancora in fase iniziale: la nostra priorità è superare questa fase e l’Europa può farlo”. Poi sul fronte della corsa al vaccino anti-coronavirus, la presidente della Commissione si schiera con l’Oms contro “il nazionalismo dei vaccini”, che “mette a rischio le vite, solo la cooperazione può salvare le vite”. A maggior ragione che la pandemia ha indebolito fortemente le economie dell’eurozona, “tutti nell’Unione devono avere i salari minimi – fa presente la von der Leyen -. Funzionano ed è giunto il momento che il lavoro ripaghi. Il dumping salariale distrugge la dignità del lavoro e penalizza gli imprenditori, distorce la concorrenza del mercato interno. Bisogna porre fine a questa situazione”. La Commissione avanzerà dunque una proposta su una normativa per sostenere gli Stati membri e “permettere a tutti di avere accesso ai salari minimi o attraverso contrattazioni collettive e con salari mini statutari“.

Green deal: “37% del Recovery fund per realizzarlo”

Una parte considerevole dei soldi del Recovery fund finanzierà le politiche ambientali. Le emissioni della Ue “sono calate del 25% dal 1990 a oggi”, sottolinea la presidente della Commissione, ma “la nostra economia è cresciuta del 60%” nello stesso periodo. “Ci stiamo già avviando verso un’economia circolare con emissioni carboniche neutre”, fa presente la von der Leyen annunciando che “il 37% dei fondi del piano Next Generation Eu” andrà usato “nell’attuazione del Green deal”.

La difesa dell’ideologia gender

Altro tema molto caro al pensiero unico e vero dogma del politicamente corretto è quello dei diritti Lgbtq. “Proporremo di allungare la lista dei crimini di incitamento all’odio, sia che si tratti di matrice razziale, di genere o di orientamento sessuale, l’odio non va tollerato”. La tedesca cita pure casi di cronaca legati alle discriminazioni degli afroamericani negli Usa e degli ebrei in Europa. E poi spara lo slogan perfetto per promuovere l’ideologia gender: “Essere se stessi non è la vostra ideologia è la vostra identità e nessuno potrà mai rubarvela“. Ancora, “le zone Lgbtq-free non trovano spazio nell’Unione“, avverte la von der Leyen, in riferimento alle amministrazioni polacche che si sono dichiarate “libere” dall’ideologia Lgbtq. In questa ottica, annuncia che chiederà “il mutuo riconoscimento dello status familiare perché se si è genitore in un Paese, si è genitore in ogni Paese” della Ue. Insomma, gli Stati membri dovranno riconoscere la genitorialità stabilita da Bruxelles e zitti.

In arrivo nuovo Patto Ue per la migrazione e l’asilo

Infine, l’immigrazione. Con il nuovo Patto Ue per la migrazione e l’asilo, che la Commissione annuncerà la settimana prossima, “noi assumeremo un approccio umanistico e umano“, spiega la von der Leyen. “Il principio è: salvare vite in mare, questo non è opzionale”, chiarisce. “E quei Paesi che rispettano obblighi giuridici e morali devono contare sulla solidarietà dell’Unione” ma “dobbiamo distinguere coloro che hanno diritto di rimanere da coloro che non ne hanno diritto”. Da qui una maggiore cooperazione annunciata dalla presidente “in materia di asilo e rimpatri”. Annuncio che – come insegna la storia recente della Ue – resterà tale, a spese dell’Italia, dove tutti – dagli scafisti alle Ong – vogliono sbarcare i clandestini.

Adolfo Spezzaferro

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