Roma, 11 apr – “Il porto di Mariupol è sotto il nostro controllo”. E’ quanto annunciato dal capo della Repubblica separatista filorussa di Donetsk, Denis Pushilin, affermando che le sue milizie filorusse avrebbero conquistato oggi la zona portuale della città assediata da oltre un mese. A riportarlo è l’agenzia di stampa Ria Novosti. Da Kiev non sono arrivate conferme al riguardo, ma quel che è certo è che Mariupol sta ormai per cadere ed è forse di fronte all’ultima battaglia.

“Il collegamento con le unità delle forze di difesa che presiedono eroicamente la città di Mariupol è stabile”, ha dichiarato il capo dell’esercito ucraino, Valery Zaluzhny. Ma “lo svolgimento delle operazioni di difesa non è un argomento di discussione pubblica”, ha precisato Zaluzhny, secondo cui l’esercito sta facendo “tutto il possibile e l’impossibile per vincere e salvare la vita del personale e dei civili in tutte le direzioni”.

Mariupol sta per cadere, il post Facebook: “Oggi ultima battaglia”

Oggi però è comparso su Facebook un messaggio disperato di una delle compagini ucraine che stanno combattendo strenuamente nella città sudorientale.

“Caro popolo ucraino. Siamo la 36a Brigata della Marina intitolata al controammiraglio Mikhail Bilinsky. Stiamo difendendo Mariupol da 47 giorni. Siamo stati bombardati dagli aerei, siamo stati colpiti da artiglieria, carri armati e altre armi da fuoco. Abbiamo continuato a difenderci facendo l’impossibile. Ma qualsiasi risorsa prima o poi si esaurisce”, si legge nella nota. “Oggi sarà probabilmente l’ultima battaglia, poiché le munizioni stanno finendo”, scrive sul social la Brigata ucraina. “Per più di un mese, i Marines hanno combattuto senza rifornimenti di munizioni, senza cibo, senza acqua”. E ancora: “Abbiamo ricevuto solo una volta 50 proiettili, 20 mine, anticarro NLAW. Nient’altro, solo promesse non mantenute. Ci hanno dati per finiti”.

Accuse verosimili e una sola certezza

Tra le righe si può leggere quindi un’accusa anche al governo di Kiev, che secondo i combattenti ucraini non avrebbe fornito il necessario sostegno militare. Alcuni analisti dubitano però che il messaggio in questione sia autentico, sospettando che la pagina Facebook della 36a Brigata sia stata hackerata dai russi. Viceversa altri ritengono assolutamente autentico quanto scritto nel post in questione. Anche in questo caso, l’unica cosa certa è la drammatica realtà di una città praticamente distrutta, con migliaia di persone in fuga.

Alessandro Della Guglia

 

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