Roma, 23 giu – Il livello dei politici occidentali? E’ davvero “caduto in basso” e “l’ho visto con i miei occhi negli ultimi 20 anni”. Qualche esempio? “Non c’è nemmeno traccia di personaggi politici del livello di Helmut Kohl, Jacques Chirac o Margaret Thatcher” e “senza offesa per nessuno, ma è chiaro a tutti che Mario Draghi non è Silvio Berlusconi, e Olaf Scholz non è Angela Merkel”. E’ quanto affermato vicepresidente russo Dmitri Medvedev, che torna a tuonare via Telegram contro l’Unione europea, in occasione del summit di capi di Stato europei che si svolge oggi (e domani) a Bruxelles.

Medvedev stronca Draghi, esalta Berlusconi e lancia frecciate a tutti i leader europei

Una riunione a cui partecipa anche il primo ministro italiano, Mario Draghi.
Secondo Medvedev i leader europei del recente passato “non sono mai stati russofobi”, ma a ben vedere sono stati sostituiti da “persone deboli” che “convenzionalmente si definiscono tecnocrati. Alcuni di loro sono specialisti abbastanza qualificati, ma niente di più. E qui sta il problema! Queste persone sono in grado di formulare correttamente un’idea, dare istruzioni precise agli assistenti. Ma non sono in grado di assumersi la responsabilità“. E ancora: “Cercano di nascondersi, sviare, parlare delle congiunture, addirittura dei cambiamenti climatici ma non prendono una decisione. Oppure la prendono con un ritardo catastrofico. E questo già è un guaio totale”, ha scritto il vicepresidente russo. “Un vero politico non ha paura di prendere decisioni. Sì, può sbagliare e persino perdere. Ma sarà una sconfitta dignitosa”, ha poi precisato Medvedev. Perché a suo avviso un politico deve anche saper “prendere una decisione impopolare ed assumersene la responsabilità”.

La “degenerazione” della politica europea, secondo Medvedev

La “nuova generazione” di politici europei è decisamente “lontana” da quella di qualche decennio fa. “L’attuale presidente dell’Ucraina si presenterebbe a un incontro con il presidente Chirac con una maglietta verde? Ovviamente no. Assurdo”, ha sottolineato l’ex presidente russo. “Il problema della degenerazione della politica europea è principalmente dovuto al fatto che è diventata una pallida voce di supporto per i solisti americani”, ha inoltre rimarcato Medvedev. “Charles de Gaulle poteva opporsi a qualsiasi presidente americano”, adesso invece questi politici “non pensano al futuro”, ma “sono limitati solo dalle loro prospettive elettorali“. E pure i leader americani “non brillano per idee brillanti e stabilità mentale”. C’era una volta un presidente russo dialogante, pacata ombra aperturista di Vladimir Putin. La guerra in Ucraina e le conseguenti sanzioni occidentali hanno trasformato Dmitri Medvedev in un politico che non le manda a dire.

Eugenio Palazzini

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