Roma, 25 mag – “Perché queste sparatorie non accadono in altre parti del mondo? Perché vogliamo vivere con queste carneficine?”. Così Joe Biden, durante un discorso ai cittadini americani, dopo la strage nella scuola elementare del Texas, in cui il 18enne Salvador Ramos ha aperto il fuoco uccidendo 19 bambini e due adulti. Domande fuori tempo massimo e che fuori dagli Stati Uniti chiunque considera retoriche. Interrogativi funzionali al presidente Usa per giungere a una sin troppo scontata considerazione: “E’ il momento di trasformare il dolore in azione e agire sulle armi”. Perché “l’idea che un 18enne possa entrare in un negozio e acquistare un fucile è sbagliata”. Buongiorno Biden, non serviva certo l’ennesima strage per arrivarci. D’altronde ogni volta che qualcuno impazzisce e apre il fuoco, spesso purtroppo nelle scuole, negli States si apre l’eterno dibattito sulle armi.

La legge dei cowboy tamarri

Eppure in Texas il parlamento aveva approvato lo scorso anno una legge ancora più libertaria che consente ai cittadini di poter portare un’arma senza licenza, addestramento e pure controlli sull’acquirente. In pratica tutti (o quasi) possono portare con sé una pistola o un fucile senza alcun problema di sorta, dopo averla comprata in un negozio come comprerebbe un pacchetto di caramelle. Parliamo di uno Stato di 29 milioni di abitanti in cui quasi due milioni di persone detengono almeno un’arma. E negli anni scorsi il Texas era già emerso come teatro di sparatorie di massa. Due nell’agosto 2019: 30 morti. Un’altra nel 2018, dove in una scuola superiore persero la vita 10 persone. E ancora nel 2017, quando in una chiesa rimasero uccise 27 persone.

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Perché queste sparatorie solo negli Usa? Facili appunti per Biden

Ma tutto questo non è dovuto soltanto alle legge sulle armi, negli Stati Uniti c’è un atavico problema sociale. E’ il frutto del nonsense degli States, a volte ignorato da struzzi all’occorrenza, ma ormai descritto fino alla nausea. Deja vu di una cloaca narrata a lungo come pronta a esplodere. Perché l’American dream è in realtà già affogato da decenni, come nella catastrofe post apocalittica di McCarthy. Si ciba però delle sue macerie e sopravvive. Non importa quali siano queste macerie, vanno comunque bene per un fast food, rappresentazione plastica e lapidaria del vuoto di radici.

Il fanatismo bianco millenarista, la criminalità nera da strada, la cultura del piagnisteo democratico, l’ottusa prepotenza repubblicana. Drive-in abbagliante dell’individualismo esasperato innestato nel preteso multiculturalismo, sempre più spietato multirazzismo dove domina il richiamo del sangue e dove si torna sempre al sangue. Back to blood, per dirla con Tom Wolfe. E’ qui che l’appartenenza all’etnia si è sempre fatta ghetto, dove il miraggio di una simpatica Babilonia oscilla tra l’anelito di dorate supremazie e cavernicoli slum in cui sfogare la rabbia del presente. E ci si chiede ora perché spuntino come funghi adolescenti sciroccati in grado di compiere una strage indicibile, come nelle menti sospettose di Elvis.

Eugenio Palazzini

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6 Commenti

  1. E se il vero detonatore fosse la droga che può rendere il tempo di falsa pace vera e propria guerra?!

  2. TEPPISTI, CANAGLIE !!!!!!!!11!
    NON SONO PIU’ NEANCHE LIBERO DI COMPRAMI UNA BENEAMATA UZI???????????
    NON POSSO DUNQUE AVERE UN SEMPRE-SIA-LODATO AK47 ?????????
    IL MIO MOVIMENTO ARBITRARIO SOSTIENE DA SEMPRE I LIBERI AMERI KANI !!!!1!!

  3. Se in America non sono possibili le politiche repressive che Biden vorrebbe importare dalla Cina, in parte, questo è dovuto anche alla possibilità materiale del popolo americano di reagire. Io non sarei dell’avviso di ragionare su questo tema sull’onda dell’emotività. Tenete presente che gli svizzeri sono tutti armati, ma in Svizzera queste cose non succedono.

  4. In quasi tutti i Paesi del mondo si vendono armi. Italia compresa. Da noi ultimamente in fatto d’armi si vedono in vendita anche armi da guerra in calibro NATO senza la cosiddetta” demilitarizzazione dell’arma. Ma ad oggi nessuna strage. In Svizzera come dicevi tu i cittadini sono armati anche col fucile di ordinanza che se vogliono possono portarlo a casa. Anche lì nessuna strage. Perché? Controlli, semplicemente controlli su chi detiene un arma e approfondite perizie. Non è togliendo armi che si cura il problema ma impedire a chi non è nelle condizioni di detenerle. Qualche settimana fa una signora ha sparato al vicino uccidendolo. Per quanto è inusuale un fatto del genere in Italia non ha fatto nemmeno notizia. Va di pari passo la domanda perché questa signora che aveva più volte minacciato l’uomo non gli era stata sequestrata l’arma. Ma sappiamo bene come sono le questure da noi. Da noi basta anche semplicemente una multa per vedersi ritirare il porto d’armi.

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